Modena, S. Eufemia. La 15enne ferita e la mamma: «Una violenza inaudita»
Il genitore della ragazza ferita durante gli scontri in piazzale Redecocca: «Decideremo se presentare denuncia: una reazione spropositata» La ragazza: «Colpita due volte, sarò operata: se tornassi indietro sarei sempre lì»
MODENA. Una borsa gialla con qualche vestito, una maglietta a fiori, la mamma che l’accompagna all’esterno del pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara.
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Sull’occhio destro la grossa benda di cotone e sui gomiti i cerotti post flebo e iniezioni. Quindici anni, un viso rotondo e fresco nonostante il forte trauma subìto durante la carica della polizia in piazzale Redecocca.
«Mi hanno dimesso - dice - ma non è finita qui. Dovrò essere operata e ci chiameranno fra qualche giorno, non appena avranno il posto e preparato l’intervento».
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«In sostanza dovranno ricostruire - fa eco la mamma - l’osso che sorregge l’occhio stesso nella cavità oculare, l’osso si è spezzato e dovranno apporre dei perni, dei pezzetti di ferro per ricostruirlo e renderlo stabile e funzionale. Non è una bella cosa».
E il discorso si sposta inevitabilmente sull’accaduto, su quei fatti violenti in cui la ragazza è rimasta coinvolta.
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PRIMA LA SALUTE. «Ora sia a me che a mio marito - afferma la mamma - interessa lo stato di salute di nostra figlia, è la nostra preoccupazione primaria. In seguito decideremo insieme se rivolgerci ad un avvocato e presentare denuncia contro la polizia. Non vorrei commentare e non voglio entrare in merito nella vicenda complessiva dell’occupazione in Sant’Eufemia e del relativo sgombero, quella è un’altra questione. Affermo invece che si è arrivati ad una situazione estrema e ciò che veramente è assurdo che si sia arrivati che un gruppo di ragazzi e di ragazzini, anche minorenni, siano stati in prima fila a difendere dei diritti di persone che comunque dovevano essere garantiti. Non dovrebbero essere i ragazzi a farlo. E affermo inoltre che è stata usata una violenza spropositata, non congrua rispetto alla situazione. C’è stata troppa violenza e subito, quasi immediatamente, è partito il bombardamento sui social. Mia figlia praticamente era ovunque, c’è stata una grande diffusione, a mio avviso eccessiva, un grande battage su questa vicenda. Ho visto i filmati, certo. Ho saputo cosa era successo mentre ero a lavorare, mi hanno fatto vedere e così ho scoperto di mia figlia. Mia figlia che doveva essere a scuola. Pensate forse che mi avesse avvertito che sarebbe andata a quella manifestazione?».
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LO RIFAREI. La figlia, che si definisce non militante ma “simpatizzante” del Guernica e dei gruppi dei ragazzi collegati, ascolta, sa bene cosa pensano i suoi genitori. «Ma lo rifarei - dice - non mollo i miei ideali. Ho solo avuto la sfortuna di essere stata colpita. Sono stata colpita non una ma due volte, la seconda è stata un manganellata a braccio aperto, da destra a sinistra, che mi ha preso dopo che, in seguito al primo colpo, mi ero spostata un po’ indietro.
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Se fossi stata solo unj po’ più alta il colpo mi avrebbe preso sulla spalla, sul collo. Ricordo abbastanza bene quello che è accaduto, non sono svenuta, ero frastornata per i colpi e sentivo molto male. Poi sono rimasta una ventina di minuti lì, sdraiata per terra, davanti a quella porta, nei pressi degli scalini. Mi ha soccorso un mio amico che fra l’altro non sopporta il sangue ma che si è dato da fare, mi stava vicino Un periodo lungo, forse qualcuno dei presenti poteva muoversi in altro modo».
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PENSO A QUELLE FAMIGLIE. E continua ancor più determinata : «Mi spiace di essere rimasta ferita, ma, ripeto, non rimpiango di essere stata in piazzale Redecocca. Lì c’erano quelle famiglie, novanta persone o forse più, che sono un considerevole numero. C’erano quelle famiglie e quei bambini, tra cui anche uno down, che avevano bisogno, persone con le quali avevamo stretto un rapporto vero e sincero e di cui conoscevamo le loro necessità, la loro situazione precaria.
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Non ci sembrava giusto tutto quello che era successo e volevamo stare vicino a loro, perché sono nostri amici. Non potevano lasciarli proprio nel momento in cui avevano più bisogno, ora che dovevano ricominciare tutto da capo. Comunque sabato non parteciperò alla manifestazione, non me la sento, lo prometto ai miei genitori».
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