Gazzetta di Modena

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Muzzarelli: «Azione inevitabile in Bonacorsa tanti sconosciuti»

di Davide Berti
Muzzarelli: «Azione inevitabile in Bonacorsa tanti sconosciuti»

Il sindaco in consiglio prova a ricostruire i fatti di mercoledì: «La polizia è stata attenta e rispettosa» «Chi dà la colpa all’amministrazione assolve quelli che sono i veri responsabili della violenza»

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Il giorno dopo gli scontri in piazza Redecocca per lo sgombero di Sant’Eufemia e Bonacorsa, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli prova a mettere in fila i fatti. Lo fa in consiglio comunale, relazionando all’aula sulla giornata di mercoledì. Quello del sindaco è un intervento in difesa, che rilancia solo nel mettere in fila i fatti e non nella sostanza. Dice di replicare a chi strumentalizza l’episodio, sembra piuttosto dover giustificare la sua assenza nei momenti di trattativa che ci sono stati mercoledì - qualcuno ricorda Pighi a Marzaglia? - prima che si arrivasse alla violenza.

Il problema sollevato dai tanti modenesi che in queste ore stanno intervenendo sui social network non è tanto sulle responsabilità dello scoppio dei tafferugli, ma sulle cause, che sono ben più a monte della giornata di ieri.

Dice il sindaco in un passaggio della sua relazione, dopo aver sottolineato il lavoro dei Servizi Sociali su Sant’Eufemia: «Più complicata la gestione delle numerose famiglie (nove) presenti in via Bonacorsa, non conosciute ai Servizi, in quanto nessuno di loro si era precedentemente presentato ai Servizi Sociali e in prevalenza risultano provenienti da Comuni fuori Modena». Nessuno sapeva chi abitava lì. Perchè? Lo spiega il sindaco pochi istanti dopo. Il problema, però, è che alla giornata di ieri non ci si doveva arrivare in quel modo, perché manifestanti e famiglie, laddove non coincidono, non possono essere messe sullo stesso piano: «La decisione di procedere allo sgombero dei locali - sottolinea Muzzarelli - non può essere in alcun modo definita precipitosa e affrettata. Le occupazioni risalivano rispettivamente al 2013 e alla scorsa Pasqua e in questo lasso di tempo, come abbiamo più volte detto anche pubblicamente, l’amministrazione si è ripetutamente rivolta agli occupanti per procedere alla identificazione e alla ricerca di soluzioni adeguate, condivise e legali. Le istituzioni, in altri termini, hanno sempre privilegiato la strada del dialogo. Chi ha ostacolato il confronto sono stati ancora una volta i centri sociali, il cui evidente interesse non è la soluzione dei problemi, ma sono la visibilità mediatica e lo scontro con le istituzioni, se necessario anche violento, come dimostrano i quantitativi di bulloni trovati ieri all’interno degli immobili e accumulati probabilmente per il lancio contro le Forze dell’Ordine e come ci avevano già fatto capire episodi precedenti come le lesioni subite da una nostra agente di Polizia Municipale durante un controllo rifiutato per l’appunto con violenza».

Sugli scontri il sindaco è molto chiaro e ammette qualche mancanza nell’azione politica: «Chi sta cavalcando l’episodio – ha continuato il sindaco - per attribuire all’amministrazione comunale la responsabilità dei disordini rischia di assolvere i veri responsabili degli incidenti e di alimentare pericolose illusioni presso aree di povertà e di esclusione sociale, delle quali la politica e le istituzioni devono certamente farsi carico con maggiore sollecitudine ed efficacia, ma che non possono trovare risposte dignitose e durature con la violenza e l’illegalità». In conclusione - ha ribadito il sindaco - le istituzioni hanno operato con rigore e attenzione, nel rispetto della legge e dei diritti delle persone, e con un’apprezzabile sinergia. «Dovremo ovviamente tornare sul tema della casa, perché questo è il problema di fondo che questa vicenda ci consegna, assieme alla povertà e alla disuguaglianza, ma intanto io credo che sia giusto ringraziare la Magistratura, il Prefetto, la Polizia di Stato, i Carabinieri, al Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale, l’assessore Urbelli e i Servizi Sociali del Comune».

Dagli ultimi riscontri risulta che lo sgombero ha interessato 76 persone, 31 in Sant’Eufemia e 45 in via Bonaccorsa. Si tratta di 16 famiglie con 32 minori e 13 adulti soli. Il duro lavoro dei Servizi Sociali, ora in emergenza dopo gli episodi di mercoledì, prosegue anche in queste ore perché la situazione non degeneri più.

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