Il settore ceramico esulta: la Ue ha bocciato la Cina
Una decisione importante per evitare che i dazi contro la concorrenza sleale del Paese asiatico possano cadere. Vittorio Borelli: «Per noi è un tema vitale»
Confindustria Ceramica esulta e ringrazia i membri del Parlamento Europeo per la risoluzione bipartisan approvata, contraria alla concessione dello status di economia di mercato alla Cina, in difesa dell'industria europea e dell'occupazione nel continente.
Per l'Europarlamento «la Cina non è un'economia di mercato e ancora non soddisfa i cinque criteri stabiliti dalla Unione Europea per definire le economie di mercato».
È questo il passaggio principale della risoluzione, sostenuta da popolari (Ppe), socialisti (S&D), liberali (Alde), conservatori (Ecr) e Verdi, e approvata al Parlamento Europeo con 546 sì, 28 no e 77 astenuti. Secondo l'Europarlamento, la metodologia attualmente usata nei procedimenti antidumping e antisussidi deve essere mantenuta per assicurare condizioni di parità nella competizione sul mercato. La risoluzione invita la Commissione a prestare ascolto alle preoccupazioni dell'industria e delle altre parti sociali sulle conseguenze dell'eventuale concessione del MES sul piano della occupazione dell'ambiente e della crescita a fronte dell'eccesso di capacità produttiva e di prezzi al ribasso della Cina. Si rileva inoltre che ben 56 delle 73 misure antidumping in vigore in Europa si applicano a importazioni cinesi. La risoluzione sollecita infine la Commissione Europea a ricercare una soluzione condivisa con gli altri partner commerciali in merito all'interpretazione da dare al regolamento antidumping dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
«L'azione sviluppata da Confindustria Ceramica - dice l’ente sassolese - in collaborazione con Confindustria, Cerame-Unie ha trovato ascolto».
«Riteniamo questo un passo importante - dice Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica - nell'indirizzare gli orientamenti della Commissione e del Consiglio su di un tema per noi così vitale quale il mantenimento dell'efficacia degli strumenti di difesa commerciale. È questo un punto a favore dell'industria e dei lavoratori del nostro settore prima delle decisione finale della Commissione Europea».
Reazioni scomposte da parte cinese a questo rifiuto da parte del Parlamento Ue del riconoscimento alla Cina: «È una scelta di parte e miope» è il titolo del commento apparso sulla Nuova Cina, l'agenzia ufficiale, che rappresenta gli umori dei vertici di Pechino. Con una mossa che «si inchina chiaramente ai lobbisti della industria - scrive Nuova Cina - il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione invitando l'Ue a non concedere alla Cina lo status di economia di mercato che riflette una sorta di pregiudizi e miopia». Anche se non vincolante, «il fatto stesso che la stragrande maggioranza di parlamentari si rifiuta di riconoscere la Cina come economia di mercato può gettare un'ombra sui legami commerciali Cina-Ue, fiorenti per anni con benefici tangibili per entrambe le parti».
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