«Io, ex moglie del killer pago tutte le sue colpe»
Tentato omicidio di Vignola. Antonella non ha più rapporti con Salvatore Vascoli «Ogni giorno è una sofferenza, non riesco neppure a trovare una casa in affitto»
VIGNOLA. Una donna, una mamma che per offrire una vita dignitosa alla figlia si rimbocca le maniche ogni giorno, cercando di sbarcare il lunario anche con il più umile dei lavori. Una donna che ha un’unica colpa: essere stata fidanzata e poi sposata per 23 anni con un uomo ora in carcere, accusato di tentato omicidio. Eppure le colpe dell’ex compagno sembrano essere ricadute su di lei, ossessionata dal senso di colpa per non aver impedito la degenerazione del matrimonio e ora vittima di un ostracismo generalizzato causato proprio da quel legame ormai reciso da tempo.
Antonella Mata racconta con la voce rotta l’incubo che sta vivendo da quando l’ex marito, Salvatore Vascoli è stato arrestato per aver tentato di uccidere Luciano Pancaldi. È passato oltre un mese dall’operazione dei carabinieri, che ha portato in carcere i due mandanti, il mediatore ed il killer improvvisato, ma Antonella vive quotidianamente sulla propria pelle il peso di quella responsabilità. «Continuo ad essere in cura - ammette - Sto seguendo i consigli degli esperti per esorcizzare quanto avvenuto al mio ex marito, ma è un percorso lungo, duro e difficile. Mi sveglio ancora di notte con gli incubi».
Non naviga nell’oro, Antonella. Con la figlia minorenne e la mamma vive in un appartamento a Castelvetro. Al piano di sotto aveva condiviso la vita di coppia con Vascoli, che ufficialmente risulta ancora residente lì, nonostante non vi abitasse più da tempo. Ora Antonella ha deciso di dare disdetta dell’affitto, considerato troppo esoso per le sue ristrette finanze. Aveva cercato una sistemazione più economica, trovandola a Vignola, ma poi tutto è saltato. «Quando hanno saputo chi ero, o meglio chi era il mio ex marito, hanno deciso di tornare sui propri passi. Mi hanno restituito la caparra, liquidandomi senza spiegazioni. Capite? Sembra che la responsabilità dei gesti di un uomo che non vive più con me, che non avrà mai più rapporti con me e che non sono mai andata a trovare in galera. Non è facile accettare questa situazione. Devo ringraziare i Servizi sociali di Castelvetro che mi supportano ogni giorno, non dandomi dei soldi, ma sostenendomi nella ripresa morale. Non so più che cosa fare perché anche avere una casa in affitto è diventata un’impresa impossibile. Non ho colpe, non sono minimamente coinvolta con quanto accaduto a Luciano Pancaldi, eppure sembra che la responsabilità sia mia».
L’appello di Antonella è quello di una donna ormai disperata: «Ho iniziato a vendere anche i mobili della mia vecchia abitazione perché in quella di Vignola non ci sarebbero potuti stare e per garantire una vita adeguata a mia figlia. Ora mi trovo con una casa ormai spoglia, con la speranza di trovarne un’altra. Non chiedo altro...». (fd)
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