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Modena, S. Maria e S. Martino di Mugnano: «Qui i fossi sono sempre pieni»

di Gabriele Farina
Modena, S. Maria e S. Martino di Mugnano: «Qui i fossi sono sempre pieni»

Le due piccole località alle porte di Modena la popolazione lamenta la  scarsa manutenzione e la viabilità ancora troppo pericolosa

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MODENA. «Non siamo abbandonati, però…». È una voce comune dalle parti di Santa Maria Mugnano e San Martino Mugnano. I problemi più gravi denunciati? Ci sono i fossi «mai puliti» e le strade; nell’ultimo periodo sono iniziati i furti e da sempre non ci sono eventi; così, aspetti bucolici a parte, è semplice per chi vive e lavora in zona stilare una lista di segnalazioni da presentare all’amministrazione. Il viaggio nelle due frazioni inizia da Santa Maria Mugnano. «Abbiamo presentato tante richieste di pulire il fosso dalle parti della chiesa - esordisce Leonardo Zapparoli - perché quando ha piovuto ci sono stati grandi problemi. Una volta siamo anche andati sotto con l’acqua. Il problema c’è dal 2009. Abbiamo mandato più volte le foto, da anni non è stato fatto niente». Il giovane continua a elencare situazioni da sistemare. «Nell’ultimo anno è iniziato il passaggio di persone che andavano a rubare - prosegue Leonardo - e ognuno si è dotato per conto suo di telecamere. Le strade sono strette. Le pattuglie non si vedono; tuttavia, più uno è isolato più dovrebbe essere protetto. Non è un luogo turistico. Ci sono zero eventi, a parte la raccolta delle amarene».

Dall’altra parte di strada chiesa Santa Maria di Mugnano segnalano vari problemi, di cui alcuni sinora inespressi. «L’illuminazione è zero - garantisce Stefano Fiori - abbiamo fatto richiesta con il vicinato per avere un lampione almeno ogni curva perché la sera è pericoloso. Risposta? Le hanno messe soltanto verso il centro di Portile. Abbiamo richiesto anche i dossi, ma ci hanno spiegato che non li possono mettere perché, se passa un’ambulanza, il paziente è sbalzato…». Il giovane segnala sia il problema dei furti («ormai è così in tutte le zone») sia la questione fossi. Un problema riscontrato dalla terza testimonianza raccolta in zona. Basta attraversare la strada Bellaria per ascoltarla. «Non puliscono mai i fossi - racconta Renata Vecchiato dal suo bar - poi l’acqua sale su. L’ultima volta mio figlio è andato a casa, ho preso gli stivali e ha dovuto togliere lui tutta la robaccia che c’era e che aveva otturato tutto. I ladri sono entrati una volta, ma non hanno portato via niente perché non abbiamo niente».

Qualche centinaio di metri più a sud inizia la frazione di San Martino Mugnano. Per accedere alla strada San Martino Mugnano bisogna voltare a sinistra dalla Bellaria. «Almeno una volta alla settimana c’è un incidente all’incrocio - ricorda Charlotte Intiso - ogni volta speri che non sia un tuo caro. In più c’è il problema dei parcheggi. Il posteggio che c’è non è utilizzato e lasciano le macchine ai bordi della strada, che già non è larga. Abbiamo chiamato tante volte i vigili. La zona è isolata: ho sentito che si spaccia, ma non ne voglio sapere troppo. Ci siamo dotati di telecamere per proteggerci dai furti». «I furti sono un problema - denuncia Michele Paletti dall’omonimo negozio di biciclette - ne abbiamo avuti tre, l’ultimo circa quindici giorni fa. Erano in cinque, bisogna però prenderli sul fatto. Abbiamo presentato anche quindici denunce. Non abbiamo neanche un marciapiede né una ciclabile.

Sulla Bellaria si va sempre ai novanta chilometri orari. Non hanno fatto neanche la striscia continua per evitare i sorpassi e si rischiano gli incidenti. La sera siamo poi rinchiusi in casa». La mobilità è un problema anche per la residenza per anziani della frazione. «Servirebbero trasporti più comodi per i pazienti - richiede la direttrice del centro anziani Lucia Paglia - e i familiari. Servirebbe più pulizia. Abbiamo dovuto mettere noi sia le telecamere sia l’illuminazione. Nel parcheggio spaccavano i vetri delle auto. A parte la sagra di San Luigi non ci sono mai eventi. Li organizziamo da noi, altrimenti non c’è niente». «Non c’è nessun evento - conclude Anita Bianchini - non si può nemmeno chiamare “frazione”. Di sera la strada è buia. Chi vuole costruire non lo può fare perché è una zona paesaggistica. Almeno le forze dell’ordine passano».

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