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Spese troppo alte, chiude il Temple Non c’è più un teatro

Spese troppo alte, chiude il Temple Non c’è più un teatro

Anche il piccolo teatro Temple, l’unico ancora aperto a Sassuolo, resta senza guida. A marzo l’associazione Crea ha lasciato la gestione a causa dei costi insostenibili. «Il 31 marzo 2016 – hanno...

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Anche il piccolo teatro Temple, l’unico ancora aperto a Sassuolo, resta senza guida. A marzo l’associazione Crea ha lasciato la gestione a causa dei costi insostenibili.

«Il 31 marzo 2016 – hanno spiegato Francesco Gallo, Claudia Manfredi e Vito Valente dell’associazione in un’intervista al sito Concretamente Sassuolo - abbiamo inviato al Comune un atto formale di recesso dalla convenzione firmata con la precedente amministrazione nel 2014. È stata una decisione molto dolorosa ed è dovuta alla difficoltà di gestire un teatro che abbiamo immaginato e voluto come un luogo sempre aperto; i numeri dicono che il Temple lo è stato per 150 giorni all’anno, con decine di spettacoli, laboratori, incontri, eventi. Tutto ciò è avvenuto secondo una convenzione che non prevedeva alcun contributo economico dal parte del Comune e quindi alla lunga economicamente insostenibile. A ciò si deve aggiungere l’assurdità della mancata ripartizione delle utenze dello stabile; il risultato è che il costo delle utenze è stato sostenuto interamente dall’associazione Crea, nonostante la presenza nello stabile di altre associazioni e in contrasto con quanto firmato nel 2014. Non attribuiamo colpe, ma non possiamo passare sotto silenzio la profonda ingiustizia di tale situazione».

Proprio l’inverno scorso Crea aveva presentato la sua stagione al Temple, la prima riconosciuta dalla Regione e da Ert con tanto di contributo, per la sua alta qualità, nonostante una sala da poche decine di posti. La situazione è difficile, ma uno spiraglio resta aperto. «Noi ci siamo, in quel teatro abbiamo speso tutte le nostre energie e tutto l’entusiasmo possibile; abbiamo investito in migliorie e dotazioni tecniche; vorremmo stabilire un dialogo più concreto con l’amministrazione guidata dal sindaco Pistoni, che si era offerto di adeguare la convenzione». La parola ora passa al Comune.

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