Da assessore a pellegrino Cuoghi a piedi fino a Roma
Il neocommissario della Croce Rossa: «Ho preso lo zaino e sono partito» «Ventotto giorni e 500 chilometri intensi di incontri ed ospitalità»
Ventiquattro giorni di cammino. Ventotto di viaggio solitario, in pellegrinaggio verso Roma per celebrare il Giubileo della Misericordia.
È la sfida di Luca Cuoghi, cominciata il 10 aprile e concluso il 6 maggio: a piedi da solo da Sassuolo a Roma.
«Sono uscito di casa e partito», racconta il 48enne ex assessore e fresco commissario della Croce Rossa, ruoli che in questo caso non interessano, se non per identificare il personaggio. Stavolta si parla solo di una manifestazione di fede e della volontà di compiere un cammino materiale e anche personale.
«Era dai tempi del Giubileo del Duemila che volevo provare questa esperienza – spiega – ma all’epoca mia moglie era incinta e non ho potuto. Al prossimo Giubileo probabilmente mi avrebbe fermato l’età, questa era la volta giusta. Mi sono servite un po’ di ferie e la volontà».
Così ha controllato il percorso, fatto lo zaino ed è uscito di casa a piedi, per fare ritorno solo ventotto giorni dopo.
Oltre 500 km, scavalcando l’Appennino, attraversando la Toscana e raggiungendo la via Francigena, dove finalmente Luca ha trovato altri pellegrini in cammino verso Roma. Ma lunga parte del percorso l’ha compiuta in solitaria, aggiornando le sue tappe sulla sua pagina facebook e presentandosi nei luoghi di arrivo proprio come un pellegrino che chiede ospitalità. Trovandola quasi sempre con grande disponibilità.
«Qualche telefonata per assicurarmi un posto per la notte l’ho fatta – spiega – ma in generale l’idea era quella di compiere il percorso proprio come un pellegrino. Non ho selezionato nessun albergo o pernottamento a pagamento, ho chiesto ospitalità nei luoghi di arrivo, specialmente parrocchie, una pro loco, qualche luogo pubblico. A Prato sono stato indirizzato presso un’associazione che gestiva un dormitorio per i senza tetto, ho dormito in quella sede e provato anche questa esperienza. In generale sono stato ben accolto».
«La famiglia mi ha raggiunto a Siena, che abbiamo visitato insieme, poi di nuovo all’arrivo a Roma. Abbiamo attraversato insieme la Porta Santa che ha concluso il mio pellegrinaggio e poi ho fatto ritorno».
Un’esperienza forte, densa di incontri e momenti da ricordare: «La gente lungo la strada spesso rimane nella tua memoria. Fra i ricordi più belli metto però una famiglia di amici sassolesi che si sono trasferiti nel Lazio e che hanno seguito la mia strada su facebook. Quando sono arrivato dalle loro parti mi hanno contattato e invitato a casa loro, ci siamo ritrovati e abbiamo mangiato assieme. È una delle tante cose che porto con me di questo viaggio».
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