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Modena, in 400 sfilano senza incidenti per il diritto alla casa e contro lo sgombero

di Stefano Totaro
Modena, in 400 sfilano senza incidenti per il diritto alla casa e contro lo sgombero

Dalle 16 raduno in piazza Matteotti, corso Duomo blindato, trattative e poi manifestazione alternativa

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È stato un banco di prova, ieri pomeriggio in piazza Matteotti. Da una parte un centinaio di divise, tra carabinieri, polizia, Municipale e Finanza, dall’altra un centinaio, poi 150, poi ancora duecento e alla fine quasi il doppio, quattrocento manifestanti che volevano passare in centro, percorrendo la via Emilia, dopo aver snobbato ciò che il questore Garramone aveva concesso, autorizzando alla mattina un loro corteo. Tutto stava in una fragilità palpabile, nel vedere se quella linea sottile e invisibile della contrapposizione (in realtà a sbarrare l’accesso in corso Duomo c’era un muro di militari in assetto anti sommossa con due furgoni cellulari piazzati ai lati) non degenerasse in violenza.

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Violenza non c’è stata, non ci sono stati tentativi di sfondamento, non ci sono state cariche, niente fumogeni, solo un po’ di apprensione quando il corteo, dopo che è stato concordato un percorso comunque non autorizzato (lo stesso che si sarebbe dovuto percorrere alla mattina) è sfilato proprio in casa degli antagonisti, passando per via san Giacomo, via Carteria, salutando via Bonacorsa per poi atterrare in Sant’Eufemia, tra pugni alzati su sottofondo di Bella Ciao.

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Un gran finale quasi vecchio stile, anche perchè, al corteo, sin da subito, c’erano non solo i giovani del Guernica e di vari centri sociali venuti da fuori, ma anche parecchi adulti, persone che di cortei, nella loro “carriera”, ne avevano fatti parecchi e pure cittadini semplicemente solidali con chi è senza casa o lavoro e che condannavano ogni forma di violenza.

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Il sabato di tensione è iniziato col sole ed è terminato, quando ormai tutto era finito, con la pioggia scesa in sincronia: già alle 9 del mattino polizia, carabinieri e Municipale avevano iniziato a presidiare largo Sant’Agostino. Gli antagonisti, che volevano manifestare per il diritto alla casa e contro gli sgomberi dopo quelli di Sant’Eufemia e di via Bonacorsa seguiti dagli episodi violenti di piazzale Redecocca, erano stai autorizzati a trovarsi in quel piazzale per poi fare un corteo lungo viale Vittorio Veneto, piazzale Risorgimento, corso Canalchiaro, con possibilità, da valutare in corso d’opera, di raggiungere Sant’Eufemia.

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Ma questo tipo di manifestazione, come del resto avevano già annunciato i manifestanti, era stato bocciato: “i ragazzi” volevano parlare alla città e quindi volevano una passerella migliore, la via Emilia, la piazza, la massima visibilità. Il ritrovo allora era stato fissato per le 16 in piazza Matteotti e da lì gli antagonisti avrebbero deciso cosa fare, puntando ad ottenere un pass per il centro. Dal furgone guidato dal loro capo spirituale è partita la musica, un remake di “El pueblo unido...” degli Inti Illimani e sono nel contempo iniziati i discorsi al microfoni. E mentre i figli minorenni delle famiglie degli ex occupanti ogni tanti prendevano il megafono, mentre si urlava il diritto alla casa, sono iniziate le trattative tra mini delegazioni di Guernica e Digos.

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Dopo circa due ore e dopo che in piazza s’erano radunate, venute da Bologna, Reggio e altre città, almeno 400 persone, è stato concordato che si poteva fare un corteo lungo il percorso stabilito per la mattina. Il furgone si è riportato in testa e giovani, famiglie con bambini in braccio, ragazzini, adulti, con bandiere e striscioni, hanno gridato il loro dissenso sino a raggiungere, senza alcun scontro, scortati dale forze dell’ordine, l’ex caserma dei carabinieri di Sant’Eufemia, ora con una rosa che si erge sopra il sigillo che ne sancisce il sequestro.

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