Ladri alla polisportiva Danni e razzia di monete
CAMPOGALLIANO. A meno di un mese dal colpo messo a segno al Bancomat della Bper di Piazzale della Bilancia i ladri, la notte scorsa, sono tornati in azione nella zona sportiva. Questa volta le...
CAMPOGALLIANO. A meno di un mese dal colpo messo a segno al Bancomat della Bper di Piazzale della Bilancia i ladri, la notte scorsa, sono tornati in azione nella zona sportiva.
Questa volta le attenzioni sono state rivolte alla sede della Polisportiva di via Mattei. Dopo aver forzato la porta d’ingresso dove sono collocate le macchinette del caffè, dell’acqua e delle briosche, hanno iniziato la razzia raccogliendo solo pochi spiccioli. Provocando un danno superiore a quello del bottino. Non sono riusciti però a penetrare negli uffici della Polisportiva poiché, da circa un anno, l’ingresso è protetto da una porta blindata.
I ladri hanno agito indisturbati nonostante la zona sia perfettamente illuminata. Di fronte alla Polisportiva vi sono solo un paio di palazzi con una decina di famiglie.
«Sono andato a dormire abbastanza tardi ma non ho notato nessuno aggirarsi – spiega un inquilino – La zona è ben visibile ma, probabilmente , manca una telecamera».
L’ultimo furto ai danni della Polisportiva Campogalliano era avvenuto circa un anno e mezzo fa. E quella volta i ladri non si erano accontentati solo dei soldi delle macchinette del caffè ma avevano portato via la cassaforte degli uffici, poi un furgone dove sicuramente era stata caricata.
«In effetti alcuni furti erano avvenuti in autunno e in inverno del 2014 specie nei luoghi di aggregazione – spiega il sindaco Paola Guerzoni – A seguito, alcuni gestori privati avevano provveduto ad installare porte blindate e telecamere. Anche se ci sforziamo di fare azioni educative non mancheremo di inoltrare denunce. Dispiace che ad essere presi di mira siano luoghi aggregativi dove dovrebbe avvenire la socialità delle persone. Magari è anche gente che viene da fuori».
E installare una telecamera? «Valuteremo – conclude il sindaco – ma già abbiamo preso in considerazione di collocarne alcune nelle zone più a rischio».
Nicola Calicchio
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