«Sembrava il terremoto, poi la polvere...»
Le testimonianze dei titolari del bar e dei soccorritori. Sopralluogo e solidarietà dell’amministrazione
PRIGNANO. Luo Jinju e il marito Shi Hin guardano frastornati i vigili del fuoco, che con grande professionalità si sono messi a disposizione per recuperare i beni più importanti rimasti schiacciati dal controsoffitto dell’Happy Bar. La coppia di cinesi, così come le due responsabili della tabaccheria, stava lavorando come ogni giorno: sono brave persone e non a caso scatta immediata la solidarietà degli avventori. Tra i primi ad arrivare c’è Romano Ghiddi, il gestore della ferramenta che si trova a pochi metri di distanza. È parente con i proprietari della struttura e insieme al figlio si adopera ad ospitare nell’androne della palazzina il frigo dei gelati, che nel pomeriggio verrà svuotato da un camion refrigerato, inviato appositamente.
«Ho sentito un boato tremendo - racconta Ghiddi - Ho pensato al terremoto, ma pochi istanti dopo ho notato uscire dal bar tantissima polvere. Stavo parlando con una persone, per fortuna perché altrimenti sarei stato là dentro anche io. Diciamo che è andata bene, chi si trovava nel locale ha corso un rischio altissimo».
La famiglia cinese, intanto, prova a ricostruire i frangenti del crollo. «Abbiamo sentito un rumore e in un attimo è crollato il soffitto. Siamo scappati tutti fuori, non si è fatto male nessuno e questo è ciò che conta».
In via IV Novembre sono arrivati anche i rappresentanti dell’amministrazione comunale, che hanno seguito fin dall’inizio l’evolversi della situazione con la presenza sul posto del vicesindaco Roberta Costi, dell’assessore Matteo Canali e di un tecnico del municipio. Al loro fianco giungono diversi prignanesi che iniziano ad informarsi sulle condizioni di salute dei sei feriti. Da queste parti ci si conosce tutti o quasi e il senso di impotenza di fronte ad un disastro del genere è piuttosto diffuso. «Vedrete che il paese si stringerà intorno a chi ha perso la propria attività», confessa un passante. C’è da credergli...
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