«Via al censimento di case abbandonate»
«Abbiamo avviato un censimento delle case abbandonate a Modena. Da quello che ci risulta sono migliaia e per le più disparate ragioni. Si va dalla speculazione immobiliare, all’emigrazione, alla...
«Abbiamo avviato un censimento delle case abbandonate a Modena. Da quello che ci risulta sono migliaia e per le più disparate ragioni. Si va dalla speculazione immobiliare, all’emigrazione, alla morte di persone sole senza famiglia o con parenti emigrati sino a chi è in attesa di tempi migliori. Sono vecchie di trenta, quarant’anni e si spende meno ad abbatterle e a ricostruire che a metterle a norma che a ristrutturarle con i paramentri di qualità edilizia che oggi il mercato richiede. Ma è inutile farsi illusioni: per i prossimi vent’anni avremo piccoli miglioramenti ma servirà uno scossone per rilanciare il sistema. In tempi brevissimi Modena rischia di andare in tilt demografico». Così, guardano negli occhi i suoi interlocutori di Abitcoop, il sindaco Muzzarelli ha scandito in un intervento - fiume le linee guida della sua amministrazione in campo urbanistico.
In partenza aveva duramente polemizzato con gli organizzatori anarchici e antagonisti del corteo degli sfrattati e dei senza casa: «Ci hanno cacciato per i controlli nelle case occupate e poi abbiamo scoperto che tanti rivoluzionari, anche quelli con l’attico, andavano a dormire a casa la sera dopo il presidio di giorno».
Dato che era sull’argomento il sindaco ha snocciolato le cifre: «A fronte di 700 sfratti depositati sino a poche settimane fa ci sono in attesa 750 nuclei famigliari che ogni anno chiedono una casa popolare: solo il 12% delle domande riesce ad avere una risposta. E l’Agenzia Casa gestisce solo 350 affitti. Avevamo previsto per i prossimi anni 2.500 appartamenti: ne verranno realizzati pochissimi, se va bene». (s.c.)
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