Gazzetta di Modena

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Viene aggredito e picchiato al semaforo a Modena

di Stefano Totaro
Viene aggredito e picchiato al semaforo a Modena

Disavventura per Riccardo Tamassia atleta della Fratellanza preso a pugni e gomitate da due persone senza motivo

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MODENA. Aggredito in pieno giorno, davanti a decine di automobilisti attoniti e impauriti che hanno assistito ad una scena brutale, ad un pestaggio in piena regola. Il fatto più assurdo che questo pestaggio, questa aggressione selvaggia è avvenuta senza alcun motivo apparente, senza una causa scatenante e senza che vi sia un precedente, una vicenda legata ad uno sgarro o ad un altro qualsiasi motivo. Un’azione di forza, un pestaggio gratuito effettuato da due sconosciuti i quali, come ha raccontato la vittima, sembrava quasi si incitassero fra loro .

A finire nel mirino di questo violento, quanto inspiegabile episodio, Riccardo Tamassia, ventidue anni, uno degli atleti di spicco, specialità mezzofondo 800 e 1500 metri, della società La Fratellanza. L’atleta, che non è certo un mingherlino, racconta: «Erano le 18.30 di venerdì, stavo guidando la mia Yaris e mi trovavo in viale Autodromo. Ad un semaforo viene il verde e sento che un’auto dietro inizia a strombazzare. Guardo nello specchietto e vedo che all’interno due persone si agitano, fanno dei gesti e che continuano a suonare il clacson. Procedo con calma, inizio a preoccuparmi, in strada non avevo fatto nulla, non avevo fatto manovre strane o quant’altro. Arrivo al semaforo all’incrocio tra via San Faustino e viale Italia, sulla corsia esterna. Ecco che quell’auto, una Lancia Y grigia si fa sotto».

E qui “scende in campo” la violenza. «Subito è sceso il passeggero che ha aperto la mia portiera, ha infilato dentro le braccia e ha iniziato colpirmi con dei pugni e anche delle gomitate che mi sono arrivate in faccia. In auto ero in trappola, sono riuscito ad uscire e poi è arrivato anche quell’altro. Erano due ben messi, altri 1,75, oltre 70 chili, forti, sui 30 anni. Mi hanno afferrato, mi hanno riempito di pugni poi uno mi ha afferrato e l’altro ha iniziato a sbattere la mia testa contro la mia auto, contro lo specchietto, contro la portiera. E mentre facevano così urlavano “ti spacco, adesso ti faccio del male” e poi si incitavano fra loro dicendo “dai, picchialo qui, dagliele forte”. Avevano un accento del’Est Europa. Dietro si era formata una fila di macchine. Sono riuscito per un istante a divincolarmi e mi sono messo a correre. Loro allora sono risaliti in auto e sono scappati via, passando col rosso. Ma col cellulare ho fatto la foto e ho preso la targa». Riccardo ha chiamato la polizia, è andato al pronto soccorso, ha ecchimosi ovunque, soprattutto al volto e ha denunciato la vicenda alla Municipale già sulle tracce dei due.

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