La novità “ Scuola Radice” nè privata nè paritaria
Una grande novità si prospetta a Carpi per l’anno scolastico 2016-2017 quando, nell’ambito della scuola primaria, nascerà Scuola Radice, un’esperienza di educazione parentale né privata né paritaria,...
Una grande novità si prospetta a Carpi per l’anno scolastico 2016-2017 quando, nell’ambito della scuola primaria, nascerà Scuola Radice, un’esperienza di educazione parentale né privata né paritaria, sostenuta da un’associazione senza scopo di lucro denominata, appunto, Radice. Non si tratta di una scuola alternativa né di un movimento “contro-scuola”: le materie insegnate non differiranno in alcun modo da quelle della scuola statale. Le parole della maestra Chiara Franzil, insegnante di scuola dell’infanzia e di scuola primaria abilitata, e delle volontarie Alessia Napolitano e Silvia Bertoncelli spiegano il progetto pedagogico. «Il luogo che ospiterà la scuola è un casale di campagna in Traversa San Giorgio al civico 22, accessibilissimo da ogni direzione – racconta Alessia Napolitano – e gli insegnanti referenziati: Chiara, maestra di italiano, matematica, storia e geografia, porterà una metodologia didattica che attinge agli studi più recenti nei diversi ambiti disciplinari e che, per l’italiano, utilizza l’approccio delle ricercatrici Ferreiro e Teberosky incentrato sulle tappe di sviluppo della scrittura». Nella categoria dell’educazione parentale rientrano l’home schooling, gli istituti “Senza zaino”, i montessoriani, gli steineriani.
«Ci siamo confrontate con ognuna di esse – spiega Silvia Bertoncelli - ma la nostra idea non corrispondeva a nessuna, il nostro metodo si basa su studi fondati su un’unione dei principi di queste pedagogie, rielaborati nel metodo applicato solo a Scuola Radice, che non nasce come movimento di contro scuola, ma come ponte con la pubblica: accoglieremo le maestre che vorranno osservare il nostro metodo, dove i tempi sono dilatati, non ci sono programmi fissi, ma linee guida che garantiscono di arrivare a fine anno avendo raggiunto i tradizionali traguardi di competenze».
Come iscriversi? Chiara Franzil consiglia di iscrivere comunque il proprio bimbo alla scuola pubblica, perché abbia un posto garantito, dopodiché presentare al dirigente scolastico dell’istituto dove si è effettuata l’iscrizione un nulla osta col quale il genitore afferma che si occuperà dell’istruzione del proprio figlio. «Il genitore deve garantire l’istruzione del figlio, lo stabilisce la Costituzione – spiega - ma è legale decidere di non frequentare una scuola statale o paritaria».
«Oltre a Chiara – spiega Alessia – avremo maestri d’arte, musica, discipline del corpo, una madrelingua inglese e un supervisore pedagogico esterno contro il rischio dell’autoreferenzialità». Anche gli spazi non saranno convenzionali e il giardino avrà un ruolo fondamentale. Per approfondire il sito www.radicelabirinto.
Valeria Cammarota
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