Sicurezza, le due facce dei Giardini Ducali
Da sempre uno dei luoghi più “storici” della nostra città, i Giardini Ducali stanno vivendo un momento particolare: da una parte la rivalutazione in occasione di eventi, soprattutto d'estate, dall'altra la quotidianità di frequentazioni che allontanano le famiglie
MODENA. Da sempre uno dei luoghi più “storici” della nostra città, i Giardini Ducali stanno vivendo un momento particolare, da una parte una rivalutazione che piace ma a quanto pare solo a livello estetico. Infatti, passeggiando per il parco, si ha la sensazione che sia, come dire...vuoto, in particolare la zona che si affaccia su Corso Vittorio Emanuele II.
Certo, di giorno c’è un bel passeggio ma poche persone che si fermano sulle panchine, recentemente restaurate da alcune associazioni di volontariato, ma per il resto non si ferma quasi nessuno. Un parco che si presenta bene, con la bella Palazzina Vigarani, il laghetto, il bar con spazio estivo, i giochi per bambini ma che non riesce a decollare come luogo di ritrovo per i modenesi.
La parte più critica del parco rimane quella con l’ingresso da Corso Vittorio Emanuele II, poco illuminata di sera e luogo di ritrovo di parecchi extracomunitari e persone che spesso bivaccano. «Io di giorno vengo sempre con mio figlio - racconta una mamma con carrozzina - ma di sera non verrei mai, c’è brutta gente e non mi fido».
Dello stesso parere è anche William, signore che da sempre vive in centro, di fronte a Corso Vittorio Emanuele II e che rimpiange fortemente il parco del passato, quando era piccolo e i genitori lo lasciavano ai giardini anche tutto il pomeriggio: «Stavamo tutto il giorno qui a giocare, adesso è davvero triste vedere come è diventato. Si, la gente passa di qua per uscire su corso Canalgrande ma non si ferma e non passa del tempo qui». Secondo William il parco ormai è diventato un luogo un po’ degradato: «E' un grande peccato, mi dispiace molto vederlo così».
Tra i problemi si aggiungono anche le sigarette, non ci sono posaceneri annessi ai piccoli bidoni sparsi per il parco e questo, sommato all’inciviltà di alcuni fumatori, hanno fatto sì che il parco diventasse anche il cimitero dei mozziconi.
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