Alle Carducci è lotta a mafia e camorra
I ragazzi della scuola media hanno incontrato il pm Marco Imperato: «La verità è l’arma per vincere»
«Non accettiamo compromessi». Un’esortazione cristallina che anima gli studenti della scuola media Carducci. «Se tutti ci richiamiamo alla nostra libertà e non accettiamo piccoli compromessi - spiega Marco Imperato alle terze e a una seconda - rimaniamo liberi e indipendenti». Una scelta netta che significa dir di no a piaceri fugaci, “favori-boomerang”, facili guadagni. Come esempio il sostituto procuratore della Repubblica cita le vedette della camorra. «Prendono migliaia di euro - aggiunge Imperato - voi lo fareste? Perché dire di no?».
Le risposte delle ragazze e dei ragazzi si avvicinano all’obiettivo. «Poi non puoi più denunciare se la camorra ti uccide un amico - replica il magistrato - quei soldi sono il prezzo della loro vita: li stanno comprando. La dignità non si può comprare neanche con gli stipendi più alti. La vostra libertà è il bene più importante: soltanto voi potete togliervela». Quasi tutti i giovani non conoscono l’operazione Aemilia. Il magistrato indica le caratteristiche della mafia in Emilia. «Non è una mafia che pretende con la violenza - spiega il sostituto procuratore - ma è più subdola: fornisce servizi, contanti, prestiti, soluzioni. Fa smaltire i rifiuti a costo più basso, ti risolve i problemi. Quel risparmio, in realtà, è un costo anche per noi». «La camorra e la ‘ndrangheta vengono in Emilia a investire - aggiunge Eleonora Pirillo - e penetrano il tessuto sociale per pulire il denaro proveniente da reati. A differenza della Calabria, la mafia non trova però un tessuto su cui attecchire». Il giudice per le indagini preliminari tratta il tema della droga. «Ha un costo e crea dipendenza - prosegue Pirillo - tanto che non puoi farne a meno. Se non puoi pagare ti fanno spacciare: un reato per cui rischi fino a vent’anni. Si resiste per non perdere la dignità e la libertà». «La mafia è la negazione della libertà - fa eco Imperato - perché vi protegge quando vuole, se siete fedeli e sottomessi. C’è anche nelle famiglie, nelle scuole, ovunque. Non potete delegare tutto a noi, spetta innanzitutto a voi». «Se la mafia investe un milione di euro per la droga - garantisce Gerardo Bisaccia, referente di Libera - ne incassa ottanta. Poi tante persone muoiono e l’economia è falsata». Imperato invita i giovani a non seguire scorciatoie. «Se qualcuno mette un motorino alla bicicletta - esemplifica il magistrato - altera le opportunità degli altri e non vincerà il migliore. Le regole servono a dare diritti, doveri e opportunità uguali a tutti». Gli studenti sono d’accordo. A 14 anni siamo responsabili - ammette Giorgia - e se sbagliamo c’è il carcere minorile». Per Davide «occorre stare uniti contro la mafia» per Davide. «Bisogna denunciare», prosegue Alice. «Quando penso all’illegalità penso alla mafia», spiega Giacomo. «La mafia si combatte con le buone idee», garantisce Artur. «Con l’esercito», aggiunge Valentino. «I magistrati», dice Filippo. «Si combatte dicendo la verità - riconosce Ina - senza paura». «La sconfiggiamo tutti insieme», garantisce Martina.
(g.f.)
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