Anche il Tar boccia il ricorso della Lega
Montefiorino. I giudici di Bologna confermano l’errore nei moduli. Stefano Corti è fuori dalle elezioni
MONTEFIORINO. Maurizio Paladini sarà l’unico in corsa nella particolarissima tornata elettorale a Montefiorino.
Il Tar di Bologna si è espresso ieri sul ricorso presentato dalla lista “Noi per Montefiorino” che, con l’appoggio anche dei simpatizzanti 5 Stelle, candidava il leghista Stefano Corti. Due, com’è noto, le irregolarità riscontrate l’8 maggio (e ribadite il 10) dalla sottocommissione elettorale circondariale di Sassuolo. Innanzitutto, l’indicazione sul secondo modulo aggiuntivo per la raccolta firme del nome di Luca Corti al posto di quello di Luisa Berselli. Questo ha portato a invalidare il foglio contenente 19 firme, lasciando il totale a 26, quattro sotto alla quota 30 indicata per legge come minimo per i Comuni di queste dimensioni. Di qui in automatico l’esclusione della lista, per cui in seconda battuta è stata riscontrata anche la mancata traduzione dal tedesco del certificato attestante l’assenza di condanne penali di Hans Peter Bell.
I giudici, riuniti ieri mattina in udienza speciale, hanno sentenziato che il provvedimento della sottocommissione è da considerarsi «immune da vizi, essendo palese l’assoluta incertezza in merito alla consapevolezza che i sottoscrittori dell’elenco fossero nella effettiva e piena conoscenza dei nominativi di tutti i candidati e di voler presentare la lista con all’interno il nominativo di Berselli Luisa e non di Corti Luca».
E visto che ai moduli si chiede un’indicazione inequivoca, la bocciatura è stata confermata. In questo contesto, per i giudici diventa priva di rilievo la contestazione su Bell: «È del tutto neutrale – scrivono - rispetto alla vicenda della ricusazione della lista, che è stata determinata esclusivamente in conseguenza della inevitabile espunzione delle firme di 19 sottoscrittori».
Nessuna spesa da pagare, perché le parti non si sono costituite. «Stiamo valutando costi, oneri e tempi per un ricorso al Consiglio di Stato, perché riteniamo di essere stati discriminati più per ragioni politiche che di merito», commenta Corti, che intanto incalza Paladini sulla sua campagna elettorale. «Ha consegnato personalmente e fatto affiggere a quasi tutti gli esercenti del Comune le locandine che, oltre a pubblicizzare le serate di presentazione della sua lista, reclamizzano soprattutto la sua campagna elettorale in palese violazione della legge, che prevede affissioni solo nelle apposite bacheche». (d.m.)
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