Appaltone, servizi, termica: opere per milioni e mazzette
«Abbiamo presentato al gip le richieste di rinvio a giudizio quasi un anno dopo la fine delle indagini perché il caso del Policlinico è complesso. Abbiamo interrogato molti indagati ma soprattutto...
«Abbiamo presentato al gip le richieste di rinvio a giudizio quasi un anno dopo la fine delle indagini perché il caso del Policlinico è complesso. Abbiamo interrogato molti indagati ma soprattutto tanti indagati difesi da principi del foro hanno presentato corpose memorie che abbiamo dovuto leggere e valutare attentamente. Ritengo perciò che il nostro lavoro vada giudicato come meticoloso e per niente frettoloso, nel pieno rispetto delle garanzie della difesa». Così il procuratore capo Lucia Musti a proposito delle 50 richieste ridi rinvio a giudizio (e delle 14 richieste di archiviazione). Le notifiche che in queste ore stanno arrivando ai difensori dei 50 per i quali la Procura chiede un processo - l’udienza preliminare sarà issata dal giudice Eleonora De Marco nei prossimi giorni - indicano che l’impianto accusatorio iniziale resta quasi tutto in piedi. Manca il caso, come detto, del Piano Web e quindi alcuni dirigenti ospedalieri sono fuori, sono state definite altre posizioni, ma sostanzialmente i numerosi capi di imputazione indicano che turbativa d’asta, corruzione e abuso d’ufficio sono collegati alle vicende ricostruire dai pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei. Il centro della vicenda resta l’Appaltone (Global Service) da 128 milioni. Ma ci sono anche i cosiddetti “Servizi complementari” da 15 milioni (ribasso del 18%) con procedura negoziata con la Rti Ccc; l’ormai famoso progetto dell’edificio di trasferimento, opera da 3,5 milioni sempre con Rti Ccc; l’impianto termico trattato con Cpl e Ccc per 3,5 milioni e la trigenerazione da 13 milioni; l’archivio vetrini; i prefabbricati per Diagnostica Nat e criobiologia; gli “armadi robotizzati” , il “Set procedurale”; la “penna digitale”; il manichino da simulazione; i sistemi di sterilizzazione e così via. Poi ci sono gli intrecci di Cencetti per prendere i soldi presunto frutto delle sue mazzette sia con Hfm, sia con il poliambulatorio Acquatic di Carpi gestito dalla moglie Maurizia Viviani, sia con la Gutemberg di Arezzo dell’ex parlamentare Ds (oggi Pd) Vasco Giannotti che avrebbe triangolato i soldi. Infine il caso con il docente di economia per la borsa di studio a sua nipote alla “Biagi”.
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