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Carta rubata: fa il pieno a tutto il campo nomadi

Carta rubata: fa il pieno a tutto il campo nomadi

I carabinieri denunciano sette membri di una famiglia modenese per l’utilizzo di una tessera carburante sottratta a una 54enne: rifornite 15 auto e 7 taniche

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Sette taniche per sette fratelli. È stata una festa durata tre giorno l’utilizzo di una carta carburante rubata: 15 pieni per le auto e i mezzi e 7 taniche piene per non farsi mancare la scorta. Mille euro di benzina e diesel in soli tre giorni. Un campo nomadi modenese “servito”. Tutto in soli 3 giorni.

Lo hanno scoperto i carabinieri di Modena al termine di un’indagine aiutata dalle telecamere dei numerosi distributori presso i quali avevano fatto rifornimento questi “clienti” speciali.

Sette membri della stessa famiglia nomade italiana sono stati denunciati per ricettazione e per utilizzo fraudolento di carta di pagamento. Il conto per ora resta alla vittima, una modenese 54enne residente a Spilamberto che ha avuto la sventura di parcheggiare la sua auto in strada attirando l’attenzione del ladro di turno che poi ha girato la carta ai sette fratelli ora nei guai.

È accaduto il 26 gennaio scorso in città. Il ladro ha spaccato il finestrino rubando la borsetta con la carta carburante. E da quella sera stessa è iniziata la fina senza sosta dei mezzi dei nomadi, quasi tutti del campo di via Fossa Monda Nord.

Partendo dal distributore Q8 sulla via Emilia Est, facendo il pieno in altri Q8 e poi allargandosi ad altri distributori, fino al 31 gennaio. Il giorno di San Geminiano sono stati fermati dal blocco della carta. Costo addebitato alla ditta della vittima: un migliaio di euro. Quindici mezzi avevano fatto il pieno e anche sette taniche piene erano state messe da parte in caso di serbatoio a secco. Tutto questo è stato ovviamente possibile perché la donna si è accorta tardi del furto riuscendo a bloccare la carta il 31 gennaio, quando il danno era già fatto. I carabinieri, che hanno preso in mano l’indagine, hanno ricostruito distributore per distributore i giri, le frequenze e l’entità di carburante erogato. Poi hanno chiuso la rosa dei sospetti e identificato sette parenti ora tutti indagati dalla Procura. (c.g.)

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