Dopo le sprangate al Gilda di Modena tutti “condannati” dalle mogli
Baruffa davanti al tribunale di Modena: davanti al giudice i quattro aggressori se la sono cavata, ma con le loro mogli e fidanzate....
MODENA Davanti al giudice ieri mattina se la sono cavata: i quattro aggressori sono stati rimessi in libertà in attesa di nuovi accertamenti investigativi. Ma ora per loro c’è un altro processo, forse più importante e con “toghe” più intransigenti: è quello che subiranno a casa da mogli e fidanzate. Questo almeno in base a quanto si è visto ieri mattina davanti al tribunale, in via Gherarda quando i quattro, che erano stati arrestati l’altra sera all’esterno del locale Gilda ed erano accusati di lesioni aggravate in concorso, sono stati portati dalle forze dell'ordine per il processo con rito direttissimo.
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Ad attendere i quattro, tre siciliani e un calabrese di età dai 23 ai 60 anni, tutti residenti a Reggio, un agguerrito manipolo formato da consorti, figlie e fidanzate . Non erano lì per difendere i loro mariti, padri o fidanzati, quanto per “condannarli”: con urla e parole ben taglienti hanno fatto pesare ai quattro di essere andati a spassarsela, di aver fatto “ la dolce vita” andando a ballare nel locale, divertendosi, incontrando e bevendo.
Bevendo quello di sicuro: è stato infatti il loro comportamento all'interno del locale a far scattare il servizio d’ordine interno del Gilda. I quattro un po’ su di giri erano stati invitati dai buttafuori ad uscire e a ricomporsi. Ma una volta fuori uno dei quattro ha preso dal baule una mazza e ha ferito alle mani, provocando fratture, due buttafuori. La polizia ha bloccato i due, non in flagranza di reato.
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