In fabbrica entrano i diritti dei gay
Firmata un’intesa tra Cgil e associazioni, tutela nei contratti per permessi e orari
Permessi sul lavoro per accudire i suoceri o i figli, orari flessibili nei limiti dell'organizzazione dell'azienda per incombenze famigliari o visite mediche. E poi ancora eliminare le discriminazioni sul lavoro oltre che garantire pari opportunità a chi chiede di svolgere le stesse mansioni degli altri colleghi. Sono questi obbiettivi, garantiti sulla carta per i lavoratori dipendenti, ma che sono ancora un miraggio per le coppie omosessuali.
All'indomani dell'approvazione della legge sulle unioni civili, magnificata dal premier Renzi come un traguardo di civiltà giuridica, proprio i diretti interessati vogliono andare oltre ai facili slogan di propaganda. Di qui la scelta delle associazioni gay e dei loro famigliari, di sottoscrivere un protocollo d’intesa con il maggiore sindacato modenese per superare le lacune della legge.
«La nuova normativa - spiega Tamara Calzolari della segreteria Cgil - approvata dal Parlamento è piena di auspici e nel concreto rinvia i dettagli ai decreti attuativi che dovrebbero essere promulgati entro sei mesi. Dal canto nostro facciamo un piccolo passo in avanti per riempire di contenuti le parti mancanti della legge; nella contrattazione aziendale ad esempio ci impegnamo a riconoscere e denunciare le molestie e le discriminazioni sul lavoro ed eventualmente assisterle nelle richieste di risarcimento. Mal’obbiettivo più importante resta quello del riconoscimento del welfare aziendale anche a coppie formate da persone dello stesso sesso. Penso ad esempio ai permessi per malattia per assistere i figli del compagno o della compagna, magari quelli di un precedente matrimonio, piuttosto che la cura dei genitori dell’altra persona. Questa flessibilità sull’orario è riconosciuta nell’ordinamento per le famiglie etero e noi ci impegnamo affinchè anche per le nuove unioni civili ci siano questi riconoscimenti».
Il primo passo concreto è quello di un corso di formazione per sindacalisti di base e funzionari sindacali che partirà a settembre per sviluppare iniziative di sensibilizzazione su questi temi che potranno entrare in fabbrica a pieno titolo al pari di altre tematiche.
«Per citare un caso a noi vicino - spiega Antonella Parrochetti di Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) - noi vediamo come esempio da seguire quello della Lamborghini a S.Agata, a due passi da Nonantola. Come in Germania anche in Italia i dirigenti Audi applicano alle coppie gay, comprese le ferie matrimoniali dopo la registrazione dell’unione».
«Le discriminazioni possono essere sottili o esplicite - spiega Alberto Bignardi, presidente di Arcigay - Si va dalla lavoratrice transgender esclusa da un call center perchè aveva una voce ambigua, come diceva l’azienda, a una tecnica di laboratorio allontanata con un pretesto perchè era trasgender: quest’ultima ha ricevuto tali e tante pressioni che è stata costretta a licenziarsi».
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