Parcheggi riservati all'Ausl di Modena: Torrenova si ribella
Modena. Residenti e commercianti sul piede di guerra per i posti sottratti all’uso pubblico. L’alternativa per i dipendenti sanitari c’è: un’area a 150 metri. In arrivo una petizione
MODENA «Un Far West» a Torrenova? Sembra di sì, almeno sul fronte del problema parcheggio. È quello che emerge ad ascoltare esercenti del centro commerciale di via Nonantolana e residenti di via Monviso. È nella seconda strada, tra i civici 11 e 27, che sorge la questione: due file di posti auto riservati all’Ausl. Gli intervistati si dicono pronti a lanciare e diffondere una petizione da indirizzare al Comune. «In un giorno sa quante firme trovo?», esordisce William Scorcioni. L’abitante è tra i più combattivi. «Hanno messo i cartelli nel luglio scorso - attacca William - poi dal primo settembre hanno messo i parcheggi per l’Ausl. È un abuso: quello è il parcheggio per il Conad, la farmacia, i condomini, la circoscrizione. Ci hanno portato via almeno quaranta posti. In più hanno messo un disco orario in via Nonantolana che prima non c’era. Dicono che il parcheggio davanti casa nostra è pubblico. Se però si rompe il marciapiede dobbiamo pagarlo noi». «È un abuso di potere - tuona un altro residente - tutto ciò che hanno fatto dopo le nostre richieste è stato imbiancare le righe del parcheggio: scandaloso! Senza considerare lo sporco all’ingresso della struttura dell’Ausl. Ce ne ricorderemo alle prossime elezioni». Una lacuna riscontrata da molti riguarda la comunicazione.
UN FAR WEST «È un Far West - garantisce Loredana Malerba - perché non si riesce più a posteggiare nemmeno sotto casa. Siamo partiti per le vacanze il 31 luglio scorso senza che nessuno ci dicesse niente. Siamo rientrati e abbiamo trovato la situazione così. Avevamo messo un cartello davanti casa, su indicazioni dei vigili, in cui domandavano un posto in quanto residenti: ce l’hanno strappato via. A volte parcheggiano male e, se ti lamenti, ti rispondono molto male. Capisco che gli operatori dell’Ausl devono portare alcune bombole, ma servivano tutti questi posti?». Il tema sembra essere proprio questo: pare che agli operatori della struttura siano stati destinati i posti vicini per agevolare i loro spostamenti.
LE RAGIONI DELLA PROTESTA «Si poteva dare loro il parcheggio in fondo a via Monviso - aggiunge Gianluca Goldoni, capo negozio del Conad - ma c’è stato detto che per loro diventava pesante per gli zaini… Noi però puntiamo sulla velocità per la clientela. Molti sono anziani: se devono fare duecento metri dopo aver parcheggiato se ne vanno al GrandEmilia». Nel frattempo, giungono nuove voci di protesta. «I clienti vedono che il parcheggio è difficile», riconosce Jiang. «Siamo proprietari dei garage - spiega Luigi Macchia, residente - ma non dei posti davanti. Abbiamo chiesto ai vigili urbani, ma ci hanno detto che non possiamo fare niente perché non c’è il passo carrabile». «Alla famosa riunione ci hanno detto che avremmo perso venticinque posti - riprende Ottavio Casarini, antiquario - mentre in realtà sono cinquanta. Gli operatori dell’Ausl arrivano con le loro auto: ne prendono una e lasciano l’altra. Già dalle 7.35 del mattino non c’è più posto». «Lo scorso giovedì ho telefonato all’assessore Giacobazzi - riconosce Eda Coppi, farmacista - mi ha risposto la segretaria. Dall’assessore ancora attendo risposta. Non considerate i ventisette parcheggi che non ci sono più, ma raddoppiateli perché gli operatori vengono con le loro auto. Dal Comune hanno fatto la delibera dalla sera alla mattina senza interpellarci».
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