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Sfratti, scatta l’emergenza Centinaia di casi ogni anno

di Rino Filippin
Sfratti, scatta l’emergenza Centinaia di casi ogni anno

I proprietari: «Noi abbassiamo i canoni ma sempre più non pagano l’affitto» L’ufficiale giudiziario: «Importante la collaborazione con i servizi sociali»

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Sempre più difficile il mercato degli affitti in città, sia per le residenze, sia per gli immobili di tipo commerciale. Le richieste di sfratto si contano in centinaia l’anno mentre i numeri sono molto più bassi quando si parla di “esecuzioni”, cioè quando l’abitazione o il negozio vengono lasciati. Motivo di questa pioggia di sfratti? Uno solo: la morosità. Non pagare l’affitto è diventato quasi “normale”. Nadia Guerra, responsabile dell’associazione piccoli proprietari immobiliari spiega: «Circa il 25-30% dei nostri 650 iscritti ha problemi a incassare l’affitto. E se a volte la situazione è drammatica per chi è in affitto e non può pagare, non meno difficoltà deve affrontare il proprietario. In moltissimi casi si tratta di abitazioni comprate tanti anni fa da artigiani e commercianti con lo scopo di integrare una pensione che si sapeva sarebbe stata bassa. Ma se l’affitto non viene pagato regolarmente c’è il rischio di trovarsi in grave crisi e con un immobile che non rende e che costa in termini di tasse e manutenzione». L’ufficiale giudiziario che segue la zona di Carpi ammette che sul territorio c’è un gran lavoro da fare: «Mediamente - dice - svolgo tra i 10 e i 15 accessi la settimana. Si tratta del momento in cui incontro gli affittuari per informarli del fatto che l’immobile deve essere lasciato libero. Un’operazione che, per lo stesso inquilino, può essere fatta più volte nell’arco della anno».

E se lo sfratto è un po’ più rapido per gli immobili commerciali (circa 12 mesi da quando si è incaricato l’avvocato), per gli appartamenti i tempi possono allungarsi notevolmente. «Se nella casa per la quale è stato chiesto lo sfratto abitano anziani, malati o bambini - spiega l’ufficiale giudiziario - chiediamo la collaborazione degli assistenti sociali: nessuno vuole buttare in mezzo alla strada famiglie in gravi situazioni economiche e familiari ».

Quando lo sfratto è eseguibile (e l’affittuario non se ne vuole andare), solitamente viene chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. «Il punto - conclude Nadia Guerra dell’Asppi - è che non si vede come uscire da questa situazione di grave crisi. Da parte dei nostri associati c’è la voglia di dare una mano a chi è in difficoltà, tanto che in molti casi i canoni sono stati ridotti, ma obiettivamente il mercato dell’affitto si è abituato al peggio».

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