Cinque per mille, tempo di scelte
Una guida per capire come destinare la quota Irpef alle Onlus preferite
È tempo di dichiarazione dei redditi e i dati parlano chiaro: solo un contribuente su dieci è solito destinare il proprio 5 per mille ad una delle oltre 45mila organizzazioni in Italia che possono riceverlo. E spesso questo accade perché non si è informati, perché non si sa di poterlo fare.
Vediamo quindi di mettere un po’ di chiarezza, iniziando col dire che decidere di destinare il proprio 5 per mille dell’Irpef a chi ne ha beneficio (organizzazioni con determinate finalità sociali) non è un costo, per il contribuente, bensì una possibilità di donare proprio a chi si vuole questa somma. Se infatti non si indica alcuna organizzazione, questa quota di reddito verrà acquisita in automatico dallo Stato.
Ma chi può donare? Può farlo chiunque, in sede di dichiarazione dei redditi, sia che si compili il 730, la certificazione Unica o il Modello Unico Persone fisiche. Bisogna sapere però che, prima della compilazione, è necessario aver deciso a chi donare e conoscere il codice fiscale dell'organizzazione da inserire nella sezione apposita (codice reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate ma anche, molto spesso, direttamente sui siti internet delle organizzazioni che hanno diritto al 5 per mille). A questo punto, noto il codice, basta riportarlo nell'apposito spazio, firmare, e il gioco è fatto. Un gioco semplice, in fin dei conti, ma fondamentale per il benessere del nostro paese: tantissimi beneficiari del 5 per mille infatti sono associazioni senza scopo di lucro che riescono a continuare a garantire i propri servizi grazie ai fondi che proprio voi gli destinate.
Chiara Tassi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
