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Il salvataggio pilotato di Cpl ha fatto scuola in tutta Italia

Il salvataggio pilotato di Cpl ha fatto scuola in tutta Italia

Sono 180 i milioni di perdita stimata da Cpl per i danni di reputazione causati dall’interdittiva Antimafia. Lo dice senza vergogna Mario Gori, il presidente della rinascita della cooperativa di...

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Sono 180 i milioni di perdita stimata da Cpl per i danni di reputazione causati dall’interdittiva Antimafia. Lo dice senza vergogna Mario Gori, il presidente della rinascita della cooperativa di Concordia. Perché è evidente che il convegno organizzato da Legacoop faccia parte di quel percorso di riaffrancamento sociale intrapreso dal colosso della Bassa, travolto dalle inchieste penali che ha coinvolto i vecchi amministratori. «Stimare i costi per le imprese indotti dalle distorsioni del libero mercato è una faccenda complessa che ha ripercussioni economiche, lavorative e per il territorio. Noi purtroppo le stiamo scontando sulla nostra pelle, anche se difficilmente quantificabili in termini economici gli effetti sono notevoli. Anche i lavoratori ed il territorio hanno scontato questa piaga. Nel solo 2015, ad esempio, il monte salari verso ai dipendenti modenesi è diminuito del 13.5% mentre gli acquisti di beni e servizi prodotti da aziende modenesi è diminuito del 12.5%».

Ma Gori sa bene che il crollo dei ricavi è comunque un danno collaterale da mettere in conto. Il rischio, se non fosse arrivato il commissariamento, sarebbe stato molto più drammatico: fallimento. «Abbiamo rischiato due-tre volte di portare i libri in tribunale», confessa il presidente, trovando la conferma anche di Raffaele Cantone. A fianco del presidente di Anac siede Barbara Coccagna dello staff dell’Anticorruzione, la prima a credere nel progetto di commissariamento e nell’intuizione di, Michele Di Bari. «Ricordo che ci incontrammo di domenica - dice il Prefetto - L’interdittiva Antimafia a Cpl avrebbe avuto ripercussioni come un secondo terremoto, ma dovevamo e volevamo tutelare l’occupazione. E così è stato grazie al commissariamento della cooperativa. Quella organizzata per la coop, è stata un’esperienza unica in Italia perché parliamo di 1300 contratti. Sono andato a Roma per incontrare Cantone, che per me era un mito. C’è stata la buona volontà di tutti e la legalità è diventata una sinergia di tutti gli attori coinvolti. Altri, invece, in condizioni simili a Cpl, non hanno voluto accedere al commissariamento.

«Di sicuro - annota Cantone - l’assenza di una proprietà ha aiutato il percorso di rientro nella white list proprio perché la governance attuale non è infiltrata e ha messo in campo delle strategie di tutela immediate, che hanno avuto riscontri positivi in pochissimo tempo. Si pensi atti di dissociazione e discontinuità. È chiaro che la presenza dei commissari ha fatto da garanzia per gli appalti pubblici, che l’azienda aveva perso per l’obbligo di recesso delle pubbliche amministrazioni». (fd)

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