Ente no profit? No, night club Evasione fiscale da 300mila euro
San Prospero. Verifiche della Finanza sul circolo mascherato da associazione di promozione sociale Il proprietario del locale per due anni aveva assunto in nero 18 ragazze intrattenitrici e baristi
SAN PROSPERO. Sono serviti quasi quattro anni di accertamenti, ma alla fine i finanzieri della Guardia di Finanza di Carpi hanno accertato un’evasione fiscale da circa 300mila euro. Nei controlli delle Fiamme Gialle è finito un night club di San Prospero, già verificato a novembre 2012, quando alcuni finanzieri in borghese vennero invitati a “fare festa” nel privè con avvenenti ragazze.
Il meccanismo dell’evasione era piuttosto semplice, ma prima di chiudere l’inchiesta la Finanza ha fatto verifiche certosine e convincenti. Formalmente il night era un circolo, mascherato sotto la forma giuridica di associazione di promozione sociale, che invece svolgeva attività commerciale di “intrattenimento e spettacolo” e somministrazione di bevande al pubblico tant’è che ci sono varie recensioni sui siti specializzati.
I riscontri eseguiti hanno permesso di qualificare il “night-club” come evasore totale: il suo titolare ha, infatti, omesso di presentare le dichiarazioni fiscali per gli anni dal 2010 al 2012 pur avendo realizzato ricavi per oltre 300mila euro. Inoltre, è stato accertato che 18 persone, tra baristi e ragazze intrattenitrici, vi lavoravano completamente “in nero”.
«La finta associazione no profit - spiega una nota delle Fiamme Gialle - è stata individuata a conclusione di pregresse indagini di polizia giudiziaria per il reato di sfruttamento della prostituzione, avviate sulla base degli elementi informativi raccolti nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio, che, attraverso l’acquisizione di documentazione extracontabile in sede di perquisizione e l’analisi dei flussi finanziari richiesti tramite l’esecuzione di mirate indagini bancarie, hanno fatto emergere come si fosse in presenza di una vera e propria realtà imprenditoriale».
Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle carpigiane hanno dimostrato come l’ente, al contrario delle finalità senza fini di lucro formalmente espresse nello statuto associativo, che gli avevano garantito di beneficiare (indebitamente) del regime tributario di favore previsto per il così detto “terzo settore”, di fatto si occupava a tempo pieno di attività finalizzata esclusivamente al business commerciale.
«La totale assenza dei requisiti relativi alla partecipazione alla vita ed alla gestione dell’associazione da parte dei soci, la mancanza di validità delle assemblee, nonché la distribuzione degli utili all’unico amministratore della “società” - concludono le Fiamme Gialle - hanno comportato l’assoggettamento dell’attività verificata alle disposizioni in materia fiscale e tributaria previste per i bar e gli esercizi simili». (fd)
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