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L’ultima chance della Lega Ricorso al Consiglio di Stato

MONTEFIORINO. Non si arrende alla bocciatura del Tar la lista “Noi per Montefiorino”, che candidava a sindaco il leghista Stefano Corti con l’appoggio dei simpatizzanti 5 Stelle. Ieri mattina una...

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MONTEFIORINO. Non si arrende alla bocciatura del Tar la lista “Noi per Montefiorino”, che candidava a sindaco il leghista Stefano Corti con l’appoggio dei simpatizzanti 5 Stelle. Ieri mattina una delegazione si è recata a Roma e ha depositato il ricorso al Consiglio di Stato. «Ora attendiamo con grande fiducia di essere riammessi alle elezioni del 5 giugno – commenta Corti - anche in considerazione del fatto che la grande maggioranza delle liste che erano in origine state escluse dalle elezioni per mancanze ed errori anche molto più gravi del nostro hanno alla fine ottenuto la riammissione. E Montefiorino non è e non può essere il figlio di un Dio minore rispetto a Roma o Milano».

E nel permanente clima di competizione, c’è la contro-replica a Maurizio Paladini (candidato unico con la lista Civiltà Montanara) sui manifesti. Alla Lega che l’aveva attaccato per l’affissione negli esercizi commerciali di materiale pubblicitario irregolare perché non posizionato nelle bacheche previste, l’attuale vicesindaco aveva ribattuto incalzando a sua volta gli avversari sulla presenza anche di loro manifesti in spazi non autorizzati. «Si tratta di vecchi manifesti referendari che avevamo affisso al di fuori delle bacheche nei tempi previsti per legge – ribatte Corti – e pagando regolarmente il dovuto. Se poi, scaduto il periodo per il quale avevamo pagato, il responsabile comunale non ha provveduto a coprirli con altri manifesti, il problema non è nostro, noi non abbiamo violato nessuna norma». Corti incalza Paladini anche sulla sua bocciatura dell’Unione del Distretto ceramico: «Quando è stata l’ora di votare a riguardo, l’unica ad opporsi è stata la Lega. A questo punto gli chiediamo di pronunciarsi chiaramente e definitivamente a favore dell’unione di Montefiorino, Frassinoro e Palagano». (d.m.)

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