Gazzetta di Modena

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Petizione per riqualificare le Ex Fonderie

di Martina Stocco
Petizione per riqualificare le Ex Fonderie

I residenti sono esasperati: «Siamo in mano agli spacciatori, anni di promesse senza ottenere nulla»

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«Siamo alla mercé degli spacciatori». Queste le parole di indignazione e rabbia di Sabrina Manna. La donna è una residente di via Mar Ionio, nell'area dell’ex Fonderie. È tra le persone che hanno avviato una petizione popolare per richiedere di riqualificare l’area accanto allo stabilimento Maserati.

La raccolta firme è iniziata poco più di una settimana fa. «L'obiettivo - ha spiegato Manna - è portare la petizione in Comune. Tuttavia, non è la prima volta che viene fatta una raccolta firme. Tempo fa ne era stata fatta un'altra, circoscritta a via Mar Ionio. Stavolta, invece, i fogli sono stati distribuiti in tutta la Crocetta». Già nel 2011 si era occupato del sito in degrado il telegiornale satirico Striscia la notizia. L'allora assessore Daniele Sitta parlava di «trasformazione positiva per l'intera area» e «di tempi di attesa di tre-quattro anni».

Gli anni previsti per la riqualificazione dell'area degradata sono trascorsi, ma nulla è cambiato. «È tanto che promettono d’iniziare i lavori - ha ricordato la donna - e siamo preoccupati. C'è un progetto? Che facciano qualcosa: qualsiasi cosa andrà bene, l'importante è non lasciare il sito nello stato attuale».

Cosa vi preoccupa? «Oltre al giro di droga presente, giorno e notte - ha rimarcato Manna - nel 2011 sono stati svolti i lavori di bonifica dell'amianto. Successivamente era iniziato lo smantellamento delle strutture interne. Tuttavia, i rottami non sono mai stati tolti, ma accatastati nel cortile interno dell’ex Fonderie e coperti con un telo. Negli anni la copertura si è bucata e sopra è nata la vegetazione. Chi m’assicura che tra quei rottami non ci sono amianto o altre sostanze dannose per la salute?».

Quasi un anno fa, all'interno dell'area delle ex-Fonderie di via Menotti era stato rinvenuto il cadavere di un cinquantenne deceduto per overdose. Era il 16 giugno 2015. All’indomani i residenti si dissero «trincerati» per come erano costretti a vivere. La situazione, quasi undici mesi dopo, non sembra migliorata.

«Se potessimo utilizzare il terreno - assicurò il parroco di Santa Caterina, don Paolo Notari - potrebbe essere utilizzato per le nostre attività con i giovani». «Percepiamo la situazione di degrado - ammise Cesare Pizzolla, segretario della Fiom-Cgil di Modena - è un problema d’affrontare». Resta da stabilire il quando, anche perché fino ad oggi ci sono stati soltanto lunghi e dannosi rinvii in base a scelte e percorsi sbagliati, carenze di finanziamenti e anche, bisogna dirlo, opportunità perse per strada.

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