Gazzetta di Modena

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Sit in dei vigili del fuoco «Stop ai tagli di personale»

di Saverio Cioce
Sit in dei vigili del fuoco «Stop ai tagli di personale»

Il sindacato: «I precari non vengono assunti, i colleghi che vanno in pensione non sono sostituiti: l’efficienza e i servizi sono sempre più a rischio»

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«Carenze di personale che si aggravano di giorno in giorno e che stanno paralizzando anche il lavoro quotidiano».

È questa in estrema sintesi la ragione che ha spinto alla protesta i pompieri aderenti al sindacato autonomo Co.na.po che ieri mattina hanno tenuto un sit in davanti alla sede di via Formigina. Una misura tutto sommato simbolica, messa in atto soprattutto dai colleghi che non erano in turno, ma che comunque è una spia del malessere che cova sotto la cenere di un lavoro giornaliero sempre più difficile.

«A Modena e provincia siamo attorno alle 230 unità quando sulla pianta organica dovremmo esserne non meno di 270. All’appello ne mancano 20 che diventano 25 d’estate - riassume Fabrizio Benvenuti, responsabile del Co.Na.Po a Modena - Il turn over di fatto è stato bloccato e i colleghi che vanno in pensione non vengono sostituiti se non con il contagocce e con tempi lunghissimi. Il risultato pratico è quello di 163.200 ore di ferie non goduti. A queste vanno aggiunte le ore di straordinario fatte ma non pagate, visto che non ci sono fondi, e che non possono essere recuperate perchè c’è carenza di personale, con il rischio di perderle. Non stiamo parlando di cifre basse: ogni collega ha qualche decina di ore e alcuni sono arrivati ad accumularne 200».

Il libro nero dei guai dei vigili del fuoco però non si ferma ai problemi relativi alla gestione del personale. Forse, e per gli uomini che combattono le fiamme è ancora più doloroso, è la stessa efficienza negli interventi ad essere gravemente compromessa. Che si tratti di incendi, di incidenti stradali o di interventi nelle calamità naturali, il personale contato non permette le uscite con i mezzi al completo.

«Per regolamento ogni automezzo dovrebbe uscire con la squadra al completo di cinque persone - aggiunge Benvenuti - Due squadre complete, per un intervento di grosse dimensioni, non riusciamo a metterle insieme. In caso di emergenza dobbiamo chiamare rinforzi da Sassuolo o Carpi, ma sapendo che mezza provincia, a nord o a sud, resta scoperta. Ci sono i vigili del fuoco volontari, che fanno un lavoro eccellente, ma non bastano».

Il blocco del turn over è l’ultimo atto di un restringimento progressivo iniziato con l’eliminazione dei giovani di leva, che svolgevano il servizio nei pompieri in alternativa al militare. Poi sono venuti meno i pompieri “discontinui”, come vengono definiti gli assunti a tempo determinato: «Ci avevano garantito che li avrebbero assunti - aggiunge Marcello Benati, vicepresidente Co.Na.Po - poi non ne hanno fatto nulla. Sono entrati pochissimi». Tra le promesse non mantenute spicca anche l’assenza del comandante che da quasi un anno e mezzo è sostituito ad interim da quello di Bologna, con una presenza intermittente. E i problemi si accumulano. C’è persino chi ha preso un ceffone appena sceso dall’autobotte perché il proprietario della casa in fiamme furioso per il ritardo dei soccorsi. Anche questo è un frutto avvelenato della mancanza di personale.

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