Un nuovo salotto per l’arte modenese
La scelta di Del Vacchio: accanto all’azienda le esposizioni
Giovani, e meno giovani, artisti per voi c’è in città un nuovo spazio dove mettervi in mostra. Chi ha un percorso creativo valido e qualità di un certo rilievo si può dunque presentare nel nuovo salotto dell'arte di Tiziano Del Vacchio, 58 anni, imprenditore della meccanica, collezionista e mecenate con il pallino dell'arte.
Del Vacchio, modenese, ha deciso di allestire in un capannone di sua proprietà, al numero 1420 di via Emilia Est in direzione Fossalta, ampio 200 metri quadrati e suddiviso in zone per renderlo maggiormente accogliente, un’area a favore appunto delle creatività non solo del nostro territorio. la presentazione ufficiale sarà domani alle 18,30 (vernissage aperto al pubblico), Del Vacchio presenta la sua idea già illustrata anche all'amministrazione comunale.
Cosa ha organizzato in questo nuovo spazio?
«Di fianco alla mia azienda, la Tecom che è operativa da decenni nel campo della meccanica, ho un altro capannone che non utilizzo e così ho pensato di metterlo a disposizione delle arti contemporanee dopo averlo sistemato. È uno spazio di nuova concezione, penso, realizzato senza voler disturbare chi si occupa professionalmente della materia artistica: io non sono un esperto, ma ho notato che da più parti si sente la necessità di avere luoghi dedicati agli artisti, soprattutto ai tanti giovani che frequentao le accademie d'arte in giro per l’Italia e spesso non hanno molti sbocchi. Del resto io da molti anni sono anche un appassionato e un collezionista d’arte contemporanea: ho fatto vari acquisti alle fiere specializzate ArteFiera di Bologna, ArtBasel di Basilea, Freize di Londra. Da tanti anni, tra l'altro, conosco il lavoro di una gallerista nota nel Modenese come Betta Frigeri».
Un progetto ambizioso il suo.
«Abbiamo deciso, con alcuni amici che mi hanno consigliato su alcuni aspetti, di partire con questa avventura. Inizamo esponendo il ventenne Gabriele Melegari, detto il Gufo, ventenne di Carpi, poi ci il meno giovane Alfonso Cozzuto e oltre a un disegnatore suggerito dalla Frigeri, Davide Pradelli. Inoltre il docente dell'Accademia di belle arti di Bologna Bruno Benuzzi presenterà il progetto il Dono che si compone di una mostra a tema con lavori degli alunni dell'accademia di Bologna».
Ce li presenta?
«Il Gufo studia all'Accademia di Firenze ed è un fumettista e illustratore, molto bravo secondo me: porta una decina di tavole dedicate a Pinocchio poi a gennaio faremo una mostra vera e propria. Davide Pradelli porta invece un'opera ampia 5 metri per 2 dedicata alle olimpiadi, mi sembrava giusto visto che sono imminenti. Infine c'è Lazzerini di Campogalliano, un 26enne che gira il mondo con le sue sculture in movimento e non ha mai esposto a Modena».
Alfonso Cozzuto invece?
«Con lui ho sviluppato il mio primo progetto: studiare come si è evoluta la meccanica a Modena negli ultimi 30 anni, portando dieci artisti in dieci aziende in modo che ne venissero influenzati: domani spiegheremo il progetto, ci sta lavorando il critico Laura Serri».
Lei è anche collezionista.
«Sì sono molto appassionato d’arte e nel nuovo spazio porterò opere di Mimmo Paladino, un dittico di Kiki Smith, una foto di Basilico della serie Beirut. Iniziai casualmente grazie a mio fratello che collezionava i dipinti di Mac Mazzieri, poi ho conosciuto alcune persone che oggi sono amici, anch’essi appassionati. Tra l’altro per vent’anni ho finanziato Roberto Zambelli che primo di lasciarci aprì a Modena e a Perugia».
Lei però di mestiere fa l'imprenditore.
«Sì, ho iniziato nel 1989 senza un soldo, ma avevo un po' le porte aperte nella meccanica perché mio padre è stato per anni il braccio destro di Alejandro de Tomaso: ricordo che andavo con la mia 126 in giro per imporre la mia idea della produzione di dosatori volumetrici. Oggi vendiamo soprattutto all'estero e abbiamo una azienda ipertecnologica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
