Esplosione in palazzina Aperta indagine sul dolo
CASTELNUOVO. «Abbiamo sentito un’esplosione, mia madre urlava e ci diceva di correre tutti fuori: noi, le donne e i bambini, si vedeva tanto fumo nero uscire da una delle finestre della cantina e...
CASTELNUOVO. «Abbiamo sentito un’esplosione, mia madre urlava e ci diceva di correre tutti fuori: noi, le donne e i bambini, si vedeva tanto fumo nero uscire da una delle finestre della cantina e nessuno capiva cosa stesse succedendo».
Attimi di tensione in pieno centro a Castelnuovo ieri attorno alle 17, in una palazzina al numero 5 di via Garibaldi, dove si è verificato un fortissimo boato seguito da un odore penetrante di plastica bruciata, avvertito in tutto il paese. Poi l’arrivo immediato della polizia municipale, seguita da due squadre dei vigili del fuoco, ma ad aspettarli non c’erano fiamme, solo tanto fumo e la preoccupazione delle famiglie. Ad intervenire anche una squadra di tecnici dei vigili del fuoco da Modena, chiamata dai colleghi per una perizia. Lo scoppio si è verificato in una cantina seminterrata, dove erano ammassati materiale vario e gomma. Al momento non si esclude la possibilità che si tratti di un episodio doloso; le indagini saranno affidate ai carabinieri.
La palazzina è agibile e le famiglie hanno potuto farvi rientro; l’unica eccezione è la stanza sopra la cantina, compromessa dal calore dell’esplosione. L’intervento dei vigili del fuoco di Vignola è durato dalle 17,30 alle 19,30, due ore durante le quali la polizia municipale ha dovuto dirigere il traffico intenso.
I proprietari del palazzo, che non vi abitano, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni.
«Questo condominio ha tanti problemi – spiega una delle inquiline – e, nonostante ci vivano sei famiglie, nessuno si è mai fatto carico di risolvere i malfunzionamenti che continuiamo a segnalare, come i tubi che perdono nelle cantine e i cavi dell’elettricità scoperti. Infatti non è la prima volta che esplode qualcosa qui da noi: già in passato era successo con una vecchia caldaia da sostituire… ma nessuno sembra curarsene».
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