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Modena, presidio in prefettura leggendo un libro: lo sciopero del Prof.

Modena, presidio in prefettura leggendo un libro: lo sciopero del Prof.

Manifestazione in viale Martiri, i docenti modenesi chiedono il rinnovo del contratto e il superamento del precariato

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MODENA. Sciopero con presidio davanti alla prefettura da parte di tutti i sindacati della scuola per sollecitare il rinnovo del contratto degli insegnanti. L'adesione alla protesta nelle scuole modenesi è particolarmente alta, anche se erano soltanto 200 presenti davanti alla prefettura per il presidio.

Ad incrociare le braccia il personale della scuola (docenti, ata e dirigenti scolastici). La protesta è stata proclamata a livello nazionale dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Confsal Snals. A Modena a partire dalle 10 si tiene un presidio davanti alla prefettura di Modena; i partecipanti sono invitati a portare con sé un libro per simboleggiare la richiesta al governo di maggiori investimenti in istruzione.

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«Scioperiamo perché il nostro contratto non viene rinnovato da sette anni – spiegano i sindacati - Si stima che il mancato rinnovo contrattuale abbia causato ai lavoratori della scuola una perdita mensile media di 220 euro. A fronte di ciò, nell’ultima legge di Stabilità il governo ha stanziato una cifra che corrisponde a un aumento mensile di 7 euro. La Corte costituzionale ha sentenziato l’illegittimità di ulteriori rinvii. Il governo non ha più alibi ».

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Confsal Snals spiegano che il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (cosiddetto ata) è ignorato dalla legge 107/2015 (“La Buona Scuola”), ma in compenso è oggetto di provvedimenti inaccettabili contenuti nelle ultime leggi di Stabilità, che tagliano gli organici e impediscono di sostituire gli assenti. Perciò i sindacati chiedono lo sblocco del turn over, assunzioni, concorsi per i dsga (dirigenti amministrativi), incremento dell’organico e semplificazione amministrativa.

«Scioperiamo – continuano i sindacati - anche perché vogliamo la scomparsa completa e definitiva del lavoro precario attraverso il riconoscimento pieno di chi ha maturato il diritto all’impiego per avere prestato servizio per almeno 36 mesi da supplente e per avere maturato titoli validi alla stabilizzazione».

Cgil, Cisl, Uil e Snals si battono per una valorizzazione della professione docente centrata, diversamente da quanto prevede la legge 107, sulla valutazione del lavoro collegiale e sull’impegno individuale, alleggerito dagli attuali eccessi burocratici, attraverso l’introduzione di meccanismi oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale.

«Il salario va ricondotto a un accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico», ricordano i sindacati, che per i dirigenti scolastici chiedono un riallineamento retributivo rispetto alla dirigenza pubblica, la fine del sistematico ricorso alle reggenze (con l’indizione di un concorso preannunciato e atteso ormai da due anni), l’eliminazione di responsabilità improprie, il ripristino delle risorse regionali sul salario accessorio, la riconduzione alla contrattazione della mobilità e dei conferimenti di incarico.

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