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Modena. «Villaggio Artigiano a rischio degrado»

Modena. «Villaggio Artigiano a rischio degrado»

L’allarme dell’assessore Vandelli: «Serve cultura per salvare questo luogo. Altrimenti finirà in mano ad attività illecite»

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MODENA. Degrado dietro la porta al Villaggio Artigiano e alla vicina Fascia ferroviaria di Modena Ovest? Occorre procedere alla riqualificazione di queste due storiche zone della città, soprattutto attraverso le iniziative, altrimenti arriveranno presto attività illecite.

È questo l’allarme lanciato ieri, con parole precise e accorate, dall'assessore comunale all'urbanistica Anna Maria Vandelli, intervenuto alla presentazione del festival “Periferico” allo spazio Ovestlab di via Biondo (informazioni nella sezione Spettacoli di oggi).

«Dobbiamo invertire la rotta, altrimenti ci sarà il degrado e arriveranno attività illecite. Il Villaggio Artigiano - spiega l'assessore Vandelli - continua ad essere un territorio vivo della nostra città, ma manca in questa zona quello sprint utile a favorire una nuova identità. In tutto ciò la cultura ha un ruolo fondamentale e proprio mettendo a disposizione capannoni dismessi, come avviene con questo festival, si offrono soluzioni utili a evitare il peggio. Proprio qui, in questo capannone privato di OvestLab che il proprietario ha messo a disposizione, nei giorni scorsi è stato rubato del rame e quindi abbiamo avuto spese non previste».

L'assessore all'urbanistica non trascura di parlare di fascia ferroviaria, progetto fondamentale per la città della Ghirlandina: «La fascia ferroviaria con la mobilità sostenibile - continua Vandelli - sarà l'infrastruttura che cambierà in modo netto quella parte di città e anche le funzioni future del villaggio artigiano. Parti nascoste, secondarie, nell'area diverrano luoghi importanti grazie alla mobilità leggera e al verde. Tutto ciò lo si può immaginare pensando che fino a oggi il villaggio artigiano produceva beni e ora deve passare ai servizi, come quelli culturali appunto».

L’avvocato Vandelli, in giunta da due anni, non nega i problemi: «Non sto lanciando un allarme - termina - ma ricordo che la cultura è uno strumento utile per contrastare l'arrivo del degrado. Oltre agli interventi relativi alle attività produttive, anche gli ex spazi produttivi offerti a basso costo sono utili per i processi di riqualificazione: occorre flessibilità e noi con il Poc-Mov comunale ce l’abbiamo. L’alternativa è il vuoto».

Se la fascia ferroviaria qualificherà di certo, o almeno si spera, la Modena del futuro, non bisogna scordare che il Villaggjo artigiano è nella storia della città. Questa periferia nasce infatti nel 1953, ai tempi del sindaco Alfeo Corassori. Dopo poco tempo il quartiere arrivò a misurare 800mila metri quadrati e negli ultimi anni è arrivato ad ospitare, oltre agli abitanti, anche 200 attività imprenditoriali e artigiane.

Stefano Luppi

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