Equitalia, i dipendenti modenesi contro Renzi
Non sono piaciute ai 33 dipendenti modenesi di Equitalia le dichiarazioni di Matteo Renzi, il quale l’altro giorno ha annunciato su Facebook che «Equitalia non arriva al 2018». Dello sconcerto dei...
Non sono piaciute ai 33 dipendenti modenesi di Equitalia le dichiarazioni di Matteo Renzi, il quale l’altro giorno ha annunciato su Facebook che «Equitalia non arriva al 2018».
Dello sconcerto dei dipendenti si fa portavoce la First Cisl, il sindacato più rappresentativo dei lavoratori esattoriali. «L’approccio di questo governo è sempre più demagogico e populista, per non dire becero – attacca Paolo Bellentani, segretario generale della First Cisl Emilia Centrale - Equitalia è di proprietà dello Stato (Inps e Agenzia Entrate ne detengono l’intero pacchetto azionario), ha un’autonomia limitata alla concessione di rateizzazioni su importi già definiti, funziona con regole dettate dallo Stato e opera attraverso procedure, anche quando forzose, volute e decise dai governi. Ecco perché, sentite le parole del premier, sia i dipendenti che noi sindacalisti siamo saltati letteralmente sulla sedia». Per Bellentani l’atteggiamento di Renzi è un modo per scaricare il peso delle responsabilità che lo Stato non si prende più nei confronti di Equitalia, la quale da troppo tempo ci mette la faccia. Giulia Torri, rappresentante sindacale Cisl dei lavoratori modenesi e reggiani di Equitalia, ricorda che anche a Modena i dipendenti e dirigenti locali sopportano quotidianamente il peso di insulti e violenze verbali, attacchi personali e minacce, allarmi bomba e altro. «Forse i primi che non vogliono che le cose funzionino a dovere sono proprio coloro che rivestono posizioni di vertice a livello di governo e che potrebbero fare scelte diverse - ipotizza Torri - I dipendenti, sia chiaro, sono i primi a sostenere che si potrebbero migliorare molte cose, sia all’interno dell’azienda che nel sistema complessivo della riscossione».
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