Eredità da 200mila euro per le case popolari
Fiorano. Il Comune accetta i lasciti di Bruna Cuoghi e sarà beneficiario anche dei beni della sorella
FIORANO. Il consiglio comunale accetta l’eredità di Bruna Cuoghi. E ottiene anche quella della sorella. Il notaio Giulietta Trovato ha fatto l’inventario dei beni della donna che viveva nelle case popolari e ha scoperto che l’erede designato ottiene anche il diritto di accedere all’eredità di Augusta Cuoghi, sorella di Bruna, che al momento del decesso non aveva fatto testamento, lasciandola perciò come beneficiaria. Il consiglio quindi ha deliberato di nuovo: di accettare con beneficio di inventario anche l’eredità di Augusta e quindi ci sarà una nuova perizia del notaio e un altro passaggio in Assemblea.
Intanto è stato quantificato il lascito di Bruna Cuoghi, che aveva chiesto come unica condizione che le sue esequie venissero curate dal Comune. Se inizialmente si pensava a pochi risparmi e a una vecchia 127, le cose stanno diversamente: contanti per oltre 5mila euro, somme depositate su conti bancari per quasi 36mila, un libretto postale con 4400 euro, buoni postali per circa 160mila euro complessivi (una parte comprati in lire, una parte con la valuta europea); poi gioielli per un migliaio di euro, suppellettili e arredi per 5mila, una 127 del 1973 che vale appena un centinaio di euro. E infine la disponibilità perpetua di due loculi al cimitero di Maranello. Il consiglio ha deciso di vendere o eliminare l’auto e dare gli arredi in beneficenza. Una volta eliminate le passività e le spese, restano 205mila euro che si è deciso di utilizzare per manutenzioni delle case popolari, di cui anche Bruna Cuoghi era un’abitante.
Ma la strategia comunale non è oiaciuta a Pantelis Assimakis, del gruppo misto, che avrebbe voluto destinare i soldi alla ristrutturazione degli marciapiedi disastrati, delle strade e delle facciate degli immobili del centro storico. «Non avremo niente da obbiettare sulla ristrutturazione delle case popolari se non fosse per il fatto che l’Acer ha una disponibilità di risorse proprie», dice.
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