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Errani detta ancora i ritmi: «Soprintendenza, sveglia»

di Serena Arbizzi
Errani detta ancora i ritmi: «Soprintendenza, sveglia»

L’ex commissario: «Per avere centri storici rifatti serve uno sforzo dei tecnici» E sulla polemica sui ruderi divenuti ville: «Se qualcuno ha lucrato, pagherà»

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MIRANDOLA. Un’accelerazione della Soprintendenza sugli edifici che devono ancora essere ripristinati dopo le tremende scosse di quattro anni fa e un percorso normativo che consenta di affrontare in modo chiaro le emergenze. Queste sono due delle istanze lanciate dall’ex presidente della Regione e già commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani a margine della presentazione del libro dell’università sul sisma. Lo stesso Errani nei giorni scorsi, durante un pranzo organizzato dal Pd, nel Ferrarese, aveva dichiarato, di fronte alla possibilità che qualcuno faccia il “furbetto” e trasformi quelli che prima erano ruderi in regge attraverso i soldi della ricostruzione che “ci saranno i dovuti controlli: valuteremo se qualcuno ha voluto lucrare sul terremoto. Se qualche privato o professionista ha raggirato le norme. E cercheremo di riportare giustizia”.

Errani, cosa le viene in mente quando ripensa al 20 maggio di quattro anni fa?

«La prima cosa è la capacità di reazione della gente che abita questo territorio, la capacità di rialzare la testa di tutta la comunità: un atteggiamento riconosciuto da tanti. Abbiamo dovuto darci da fare per contribuire a realizzare un impianto legislativo ripartendo da zero, mettendo in piedi norme e regole e speriamo che questa esperienza positiva che faccia da riferimento per la costruzione di norme che non lascino da soli coloro che si trovano a fronteggiare le emergenze. Voglio ringraziare il prefetto Franco Gabrielli, determinante in quei giorni: si è assunto l’impegno, con me, di prendere ugualmente decisioni e responsabilità per sbloccare la situazione nonostante ci fossero carenze normative e non vi fosse chiarezza per quanto riguarda il caso specifico che ci siamo ritrovati a fronteggiare».

Quali sono le priorità oggi?

«Bisogna concludere la ricostruzione soprattutto per quanto riguarda i centri storici e i monumenti. La Soprintendenza deve imprimere un’accelerazione anche se, nel complesso, il giudizio è positivo su quanto è stato fatto».

Il 10 giugno lei avrà un appuntamento giudiziario: si terrà il processo di appello bis, per la vicenda Terremerse dopo che la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per falso ideologico a seguito della quale lei diede le dimissioni. È pentito di averlo fatto?

«No, prima vengono le Istutuzioni e poi la mia persona. In quel momento il mio gesto rappresentava la cosa giusta da fare. La Cassazione ha annullato la condanna e sono certo che anche il 10 giugno, durante il processo in Appello, verrà accertato che io non ho commesso alcun illecito».

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