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Handicap mentale, un sostegno ai malati

Handicap mentale, un sostegno ai malati

Vignola. Se ne discute nel convegno organizzato dall’Asp. «No alla ghettizzazione, sì all’inserimento»

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VIGNOLA. Come affrontare il problema dell'autonomia di persone disabili mentalmente? Come dare soddisfazione al loro desiderio di farsi una vita indipendente? E, non da ultimo, come affrontare il problema del “dopo di noi”, ovvero dell'invecchiamento e della scomparsa di coloro che hanno garantito per anni sostegno e assistenza a queste persone?

Di tutto ciò e di altro ancora si parlerà in un convegno di due giorni organizzato dall'Asp (azienda per i servizi alla persona) in programma martedì e mercoledì prossimi al castello di Vignola. L’intenzione dell’Asp, in ultima analisi, è infatti quella di arrivare, dopo i contributi di questo convegno, a prevedere un progetto di autonomia per le persone disabili mentali che possano sostenere una certa indipendenza. Ciò significa pensare di garantire loro un percorso guidato verso una indipendenza o semi-indipendenza, assegnandogli magari degli appartamenti dove possano vivere assieme ad altre persone con i loro stessi problemi, ma in un normalissimo contesto di un condominio qualunque.

Ovvero, non creare strutture apposite, che porterebbero a “ghettizzare” queste persone, bensì cercare di favorire il più possibile proprio il loro inserimento nella società, partendo appunto dalla questione abitativa. Tale idea, assieme al convegno, è stata presentata ieri dal presidente dell'Asp, Marco Franchini, dal responsabile dell'area servizi disabili dell'Asp, Tiziano Rilei, e dalla direttrice dell'Asp, Romana Rapini. Per quanto riguarda nello specifico il convegno, tutti possono partecipare e si partirà martedì alle 14,30, fino alle 18,30. Si riprenderà poi mercoledì, dalle 15 alle 18,30. Oltre ai vertici della politica locale (dal presidente dell'Unione Mauro Smeraldi all'assessore al welfare dell'Unione, Emilia Muratori) e dell'Asp di Vignola, interverranno per proporre idee e raccontare esperienze diverse persone che hanno vissuto e vivono sul campo queste esperienze. E' previsto peraltro anche un collegamento in diretta con la Danimarca, per conoscere come un paese del Nord Europa affronta questo tipo di problematiche. Nell'ambito del territorio dell'Unione, il problema dell'autonomia abitativa per persone disabili riguarda almeno 150 casi. Rilei ha poi commentato: «Si tratta di valorizzare le cose che queste persone sanno fare, più che quelle che non sanno fare», mentre Romana Rapini ha precisato: «La rete dei servizi dovrà supportare l'autonomia di queste persone». Franchini ha chiuso dicendo: «Se non si fanno operazioni come quella del convegno della prossima settimana, in cui si affrontano questi temi, poi ci ritroviamo il problema domani». (m.ped.)

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