Il fantasma del Goya prima delle ruspe negli scatti di Gloria
La fotografa ottiene di entrare nel locale chiuso da anni e documenta il fascino intatto della storica discoteca
Il pubblico non vi entra nessuno da quindici anni. Il vecchio Goya, la mega-discoteca del divertimento anni Ottanta, era un mistero all’interno dall’inizio degli anni Duemila, quando la sua ultima versione, rinominata Matrix, aveva chiuso i battenti, strozzata dai costi eccessivi e dal cambiamento delle mode.
La fotografa sassolese Gloria Dolcini ha avuto l’opportunità di tornare là dentro, dove era già stata nei tempi gloriosi della sua apertura. E ha scattato numerose foto che hanno provocato un tuffo al cuore a intere generazioni di sassolesi. È stato un modo per dire addio alla discoteca, che fra pochi mesi verrà abbattuta per fare spazio a un progetto di villette e verde pubblico. Gloria è entrata insieme ai proprietari e ha avuto tutto il tempo di inquadrare e scattare: «Il locale prima di essere sigillato è stato completamente derubato e devastato. Quello che rimane come ben si vede è davvero poco. Visto che ho saputo che verrà abbattuto ho voluto tornarci una volta e condividere le mie foto è un modo per dare l’ultimo saluto a un luogo che è stato fonte di grandi emozioni e bei ricordi per me e tantissime altre persone».
Non è in realtà poco quello che si vede: si ritrova un locale che è rimasto come congelato nei suoi fasti, oggi rovinosi e impolverati, di una mitica stagione di ballo e divertimento. Gli arredi in stile classico, i banchi per il mixer, i tralicci per le batterie di luci psichedeliche, divanetti, tavolini, banconi, vetrate e drappi. È vero che quanto poteva essere portato via non c’è più, ma a tutti coloro che hanno visto le foto, una volta condivise su Facebook, è parso di rivedersi lì dentro, su quella pista o al tavolo insieme alle sterminate compagnie che dal centro di Sassuolo si spostavano al Goya per il ballo serale. È partita quindi la macchina dei ricordi: chi rammenta le prime volte in discoteca, chi afferma di averci perfino incontrato Vasco. C’è anche chi si dice disposto a comprarne un pezzo. Ma dentro, purtroppo, non c’è più niente e a breve non ci sarà più neanche l’edificio, che del resto rischiava di diventare ingombrante, mentre cadeva in rovina pezzo per pezzo. Nato negli anni ’70 come Piccadilly Stryx, il locale divenne Koxò e ospitò anche un’edizione storica del festival dello studente presentata da Corrado Tedeschi; poi nella sua stagione più celebre è stato Goya e alla fine Matrix club.
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