Il gioiello del Vignola capolavoro ellittico di un maestro del 500
Jacopo Barozzi sacrificò addirittura la sua abitazione per costruire il palazzo che ospita la famosa scala
Le nostre passeggiate alla scoperta dei tesori architettonici si spostano da oggi in provincia. Prima tappa di questo percorso è Palazzo Contrari-Boncompagni o Palazzo Barozzi a Vignola. Questo edificio è lo scrigno che custodisce uno dei più preziosi tesori del '500 di tutto il territorio modenese: la scala a chiocciola o ellittica progettata da Jacopo Barozzi (architetto conosciuto anche come “il Vignola”).
Costruito tra il 1560 e il 1567 su desiderio, ma soprattutto su ordine di Ercole Contrari (“il Vecchio”), non ha una facciata appariscente, ma all'interno è un tripudio di eleganti elementi architettonici rinascimentali degni di nota, tra i quali spicca la sinuosa spirale della scala. Anche il disegno del palazzo è opera del Barozzi, che per erigerlo sacrificò letteralmente casa sua, abbattendola assieme ad altre dieci case. La pianta del palazzo è rettangolare, con un corpo centrale e due ali (in una delle quali, quella a sinistra, è situata la scala), ed un giardino interno che un tempo si estendeva sino all'argine del fiume e che ora possiamo ammirare in forma ridotta cinto da mura.
Sviluppato su quattro piani, l'edificio ospitava le cantine nel seminterrato, nel pianoterra rialzato la cucina con il grande forno e due pozzi per approvvigionare la casa di acqua potabile direttamente dall'interno, il forno (il grano che serviva per la panificazione e gli altri prodotti destinati alla preparazione dei pranzi e delle cene, venivano introdotti in casa da grandi finestre a bocca di lupo che si trovavano a livello della strada) e i primi gradini della scala. Salendoli si arriva al piano nobile dove viveva il padrone di casa e riceveva i suoi ospiti. L'ultimo piano, il sottotetto, era adibito agli alloggi della servitù.
La peculiarità è che i quattro piani erano uniti da un'unica scala, cosa piuttosto insolita per quel tempo. Questo gioiello di 12,33 metri è stato studiato dal Barozzi in modo da sembrare sospesa nell'aria: la struttura portante è formata da un'unica colonna situata nel seminterrato e dal muro perimetrale dove sono stati inseriti i 106 gradini autoportanti. La spirale armoniosa della scala si srotola così lungo i quattro piani in modo tale che i rispettivi quattro pianerottoli non precludano mai la vista del soffitto, la cui sezione trasversale è inclinata per aumentare l'effetto vorticoso dello svolgersi della rampa della scala. Rampa che cambia inclinazione man mano che si sale, andando ad alleggerire la struttura centrale appoggiandosi al perimetro esterno.
La scala non si presentava così come la possiamo ammirare ora tutta affrescata, ma era semplicemente intonacata di bianco. L'idea degli affreschi venne al principe Antonio Boncompagni (la famiglia Boncompagni divenne proprietaria del palazzo nel 1577 dopo la morte dell'ultimo dei Contrari, Ercole il Giovane, in quanto loro successori per reggere il marchesato vignolese. La famiglia della nobiltà nera restò proprietaria dell'edificio senza mai abitarlo fino al 1949, anno in cui fu acquistato dalla Parrocchia di Vignola che è ancora l'attuale proprietario).
Nel 1880 il principe commissionò l'opera di decorazione ai due pittori modenesi Fermo Forti ed Angelo Forghieri, che si cimentarono con la tempera e realizzarono soggetti grotteschi e cornici geometriche, come voleva il gusto rinascimentale. Queste pitture furono coperte negli anni '40 ancora con intonaco bianco, per poi essere riscoperte nei recenti restauri. Questa scala divenne un po' il pass per la fama di Jacopo Barozzi che da quel momento fu richiestissimo da personaggi di spicco come i Farnese, Francesco I re di Francia, alcuni papi che lo chiamarono per proseguire l'opera di Michelangelo in San Pietro a Roma.
La scala è visitabile solo con visite guidate, che vengono comunque regolarmente organizzate, a cura dei volontari della Parrocchia di Vignola durante i week-end e i festivi infrasettimanali. Per avere maggiori informazioni sugli orari a disposizione e per prenotare le visite è possibile visitate il sito del Comune di Vignola.
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