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Legge sulla calamità naturali, è ora

Legge sulla calamità naturali, è ora

In un convegno a Montecitorio tutti d’accordo sulla necessità di norme generali

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Fare tesoro, nel bene e nel male, delle esperienze dei territori colpiti da calamità naturali per individuare regole di riferimento applicabili alla ricostruzione e non farsi più cogliere impreparati come avvenuto anche nella Bassa. È il monito lanciato dai promotori dell’incontro “Calamita' naturali: regole certe per la ricostruzione”, che si è svolto a Montecitorio.

Parlamentari, amministratori e tecnici di territori colpiti da diverse calamità naturali (sisma del 2012 in Emilia e Lombardia, tornado del 2015 nella Riviera del Brenta) hanno condiviso la necessità di un quadro normativo di riferimento che definisca indirizzi chiari su governance, risorse, deroghe, fiscalità e assicurazioni e che individui una regia in grado di agire in modo efficace.

Il moltiplicarsi di provvedimenti normativi - l’Emilia ne è la riprova - ha infatti generato in più occasioni confusione, incertezza e un inutile appesantimento della macchina organizzativa con un conseguente prolungamento dei tempi di ripresa.

«È necessaria una legge quadro che - come ha sottolineato Alfiero Moretti, Direttore della Struttura Tecnica del Commissario - stabilisca regole chiare di indirizzo, pur nella consapevolezza che non si può regolare tutto. Gli ultimi terremoti (Umbria nel 1997, Abruzzo nel 2009, Emilia e Lombardia nel 2012), ad esempio, hanno colpito territori diversi fra loro e sarebbe stato un errore applicare lo stesso schema d’azione nei tre casi. Sul sistema della governance, sui parametri di calcolo dei contributi, sulla distribuzione delle risorse e sulle deroghe vanno però individuati riferimenti precisi e universalmente validi».

All'incontro, promosso da Radio Pico, sono intervenuti Maino Benatti (sindaco di Mirandola), gli onorevoli Marco Carra, Emanuele Prataviera, Bruno Tabacci e Mino Taricco, il senatore Stefano Vaccari ed Ernesto Vian (tecnico impegnato nella ricostruzione post sisma e post tornado).

L’appuntamento che ha visto fra i partecipanti rappresentanti dell’imprenditoria, cittadini, istituti di credito e associazioni di categoria, si è concluso con la lettura, da parte di Alberto Nicolini, presidente di Radio Pico, di un lettera scritta per l’occasione dal dottor Mario Veronesi, fondatore del distretto Biomedicale mirandolese che si chiude con un emblematico appello: «La ricostruzione non è fatta solo di mattoni e di cemento. Inizia così ma se ci si limita solo a questo rimane incompiuta, come certe opere pubbliche».

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