Social lending, Emilia attivissima
Un fenomeno che si diffonde evitando banche e altri intermediari
Con circa 2,2 milioni di euro erogati, l'Emilia Romagna è una delle regioni italiane dove è più sviluppato il mercato dei prestiti tra privati (social lending), che in Italia vale più di 21 milioni di euro. È uno dei dati emersi dalla ricerca presentata da Smartika, principale operatore finanziario del social lending in Italia, in occasione del Ferrara Sharing Festival. L'Emilia Romagna rappresenta quasi il 10% della raccolta di Smartika, che in Italia si ritaglia una quota di mercato dell'80%, e si colloca tra le regioni più attive nella diffusione del social lending con Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Secondo l'analisi condotta da Smartika, i prestatori in Emilia Romagna sono per lo più uomini (93% dei casi). Il 20,7% delle richieste di prestiti è destinato all'acquisto di auto, moto e camper mentre il 16,5% alle opere di ristrutturazione della casa e all'acquisto di mobili. Nel 16% dei casi si richiedono prestiti per consolidare debiti e, in misura minore, per coprire le spese mediche (6,5%), pagare le tasse (4,2%) e le rette universitarie (3,8%). Il mercato del social lending italiano, sebbene in espansione, rappresenta una quota modesta in Europa, dove si erogano 6,4 miliardi di euro con il Regno Unito che rappresenta oltre l'80%. Il social lending è un canale alternativo di credito che consente il prestito diretto tra privati, facendo a meno di banche e società finanziarie. Il processo si basa sulla creazione di una comunità nella quale i richiedenti e i prestatori possono interagire direttamente tra loro, senza ricorrere a intermediari, ottenendo condizioni migliori per entrambi (tassi più bassi per chi ottiene il prestito e interessi più alti per chi presta denaro). All'interno della comunità si crea un mercato nel quale i tassi correnti sono determinati solo dall'incontro diretto tra domanda e offerta.
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