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Modena, parco delle Mura ripulito con volontari e profughi

di Gabriele Farina
Modena, parco delle Mura ripulito con volontari e profughi

Una squadra di cittadini e i rifugiati seguiti dalla Cooperativa Caleidos hanno ridato vita alle aree verdi ripulendole da sporcizia, bottiglie e siringhe

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MODENA. Una nuova vita. È l’obiettivo della missione “Puliamo il parco delle Rimembranze”, il parco delle Mura lungo i viali. Gli agenti sono sia cittadini attivi sia rifugiati, seguiti dalla cooperativa Caleidos. È così che la lotta al degrado dell’area verde assume un significato più profondo.

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«Vogliamo un’opportunità per lavorare», riconosce Sambou Traore. Il giovane è arrivato a Modena con il progetto Mare Nostrum. È partito dal Mali, ha fatto tappa a Messina e poi è giunto ai piedi della Ghirlandina. «Sto imparando l’italiano - prosegue Sambou - e mi piacerebbe lavorare come impiegato o ceramista. Sarebbe bello trovare un lavoro, ma non è facile. A Modena mi piace la gente e si mangia bene, ma mi manca la famiglia». Bottiglie, sporcizia e siringhe: hanno trovato di tutto.

«Mi manca il mio Paese», riprende Hassane Zango, originario del Burkina Faso. «Sono arrivato in Sicilia - garantisce Hassane - poi ho preso l’aereo per Bologna. Sono arrivato il 4 novembre del 2014. Mi piacerebbe trovare un lavoro come agricoltore o giardiniere».

Ha già iniziato a occuparsi del verde. Con loro c’è una squadra di giubbe gialle. Una ventina di persone che mette in pratica la parola “integrazione” con un gesto solidale, una frase amichevole. Non è uno scherzo il loro lavoro. In poco più di due ore raccolgono materiale che riempie oltre venti sacchi neri di Hera. Foglie e rami? Certo, ma anche siringhe, accendini, coperte. Una valigia contiene due scarpe (di diverso paio), cd, vestiti usati, pacchi di sigarette e medicinali. All’arrivo del primo mezzo Hera ci si accorge che lo spazio a bordo non è sufficiente: servono i rinforzi. Si rimbocca le maniche anche chi, da tempo, segnala i problemi dell’antico parco delle Mura. «I nostri interventi tolgono i problemi spicci - assicura Rita Del Vecchio, presidente del comitato per la tutela del parco della Rimembranza - ma non tolgono via i chioschi, di cui abbiamo segnalato l’illegittimità. La colpa del degrado non è degli stranieri, ma dei maleducati. Le scuole dovrebbero studiare esempi virtuosi come questo».

«Stiamo pensando a percorsi di mobilità dolce nelle scuole - aggiunge Claudio Tonelli, consigliere di quartiere - come fatto a Saliceto Panaro. Stiamo pensando anche a una festa alla Cittadella». Intanto, il progetto andrà avanti. «I ragazzi si mettono in gioco - riconosce Soccorsa Quaranta, educatrice e referente del volontariato della Caleidos - l’11 giugno faremo un “Runaway show” con i rifugiati su accoglienza, immigrazione e riciclo».

Entro fine 2016 si conta di coprire anche i Giardini Ducali. «L’immigrazione è vista spesso come invasione e pericolo - replica Franco Maria Tonelli, presidente del Quartiere 1 - mentre noi vogliamo mostrare che è una risorsa». In Italia da sedici anni c’è Bido Hajdari. «Serve una città pulita - riconosce Bido, originario dell’Albania - per tutti coloro che vanno nei giardini pubblici a stare con i figli. Diamo una mano, poi anche Hera fa il suo lavoro». Lo stesso fanno i quartieri in collaborazione tra loro. «Stiamo pensando a un’iniziativa che colleghi il 1° e il 4° - anticipa il presidente della sicurezza del Centro storico, Antonella Bernardo - e ci stiamo impegnando sull’area del Tempio. Tutti i mercoledì di giugno e settembre ci saranno iniziative promosse da molte associazioni (tra cui Caleidos). L’amministrazione sta facendo, ma si può fare sempre di più».

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