Gazzetta di Modena

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Emergenza casa, un piano per gli alloggi

di Gabriele Farina
Emergenza casa, un piano per gli alloggi

Il sindaco Muzzarelli: «Lo scopo sono affitti convenzionati, far uscire i redditi alti e disporre di altri 15 alloggi all’anno»

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Centocinquanta alloggi di Edilizia residenziale popolare. È la sfida lanciata da Gian Carlo Muzzarelli entro la fine del 2018 per contribuire al una soluzione per il problema casa.

«Tra il 2017 e il 2018 - sostiene il sindaco - con le risorse attuali potremo recuperare 75 alloggi Erp e costruirne altrettanti».

E aggiunge: «Rivedendo gli accordi con i soggetti attuatori delle zone “F” puntiamo a ridurre ancora i fitti convenzionati, non solo per chi vi accede direttamente, ma anche per consentire l’uscita dagli alloggi Erp dei redditi più alti e disporre di altri 10 o 15 alloggi ogni anno».

Il problema casa per le fasce più deboli è nazionale, ma le cifre locali non sono incoraggianti. Dal 2012 al 2015, infatti, i casi totali in carico al servizio sociale di base del Comune sono passati da 5.647 a 5.917. Gli accessi agli sportelli sono passati da 5.829 a 7.338. Nel 2015 le nuove prese in carico sono state 2.386.

Le persone più esposte sono gli immigrati, meno inseriti in reti familiari di protezione, le donne sole e i minori, le cui condizioni di svantaggio rischiano di riprodursi per tutta la vita.

Il Comune eroga 2,3 milioni all’anno di contributi a sostegno di nuclei in difficoltà. La metà della cifra copre le spese per le abitazioni, da canoni, a cauzioni, a spese condominiali, a utenze. La crisi degli alloggi è alimentata da morosità e sfratti, come accaduto di recente.

«Da questo punto di vista - ha ripreso Muzzarelli - le principali misure da adottare riguardano la piena occupazione, la distribuzione del reddito e i sostegni al reddito. Sul lavoro che occorre concentrare gli sforzi a ogni livello. Le misure più urgenti riguardano però il sostegno agli “incapienti”: l’introduzione anche in Italia di provvedimenti di carattere universale, se non di cittadinanza, almeno contro la povertà assoluta non può più attendere. I Comuni non possono più essere lasciati soli a reggere in prima linea l’urto della crisi e delle sue ricadute».

Muzzarelli si augura arrivi presto il fondo per il contrasto alla povertà previsto a livello nazionale. La misura, prevista nella finanziaria, istituisce un “tesoretto” di seicento milioni di euro. Dalla Regione dovrebbe giungere una nuova norma di contrasto sul tema. Se le novità dovessero tardare? «Confermiamo il rispetto dell’ordine del giorno votato in sede di bilancio - ha concluso il sindaco - di reperire risorse comunali da impiegare nel contrasto alla povertà nell’ottica di un patto sociale fra i beneficiari e la pubblica amministrazione».

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