Gazzetta di Modena

Modena

IL CONsIGLIO DI STATO Dà RAGIONE ad un clandestino

Permesso negato, ma dopo 8 anni arriva il sì

Permesso negato, ma dopo 8 anni arriva il sì

La Questura lo rimbalzò temendo un trucco, ma il ragazzo era solo e sotto tutela dell’Ausl

2 MINUTI DI LETTURA





Aveva fatto richiesta di un permesso di soggiorno temporaneo quando aveva ancora 17 anni ed era in Italia di fatto da solo, ma mancavano pochi giorni al compleanno e la Questura di Modena glielo negò perché secondo la polizia il ragazzo clandestino cercava solo di sfruttare la sua situazione per ottenere un permesso fisso. A otto anni dai fatti, dopo aver ottenuto ragione dal Tar, l’ex ragazzo ha però ottenuto ragione anche dal Consiglio di Stato: i giudici amministrativi affermano che dargli il documento era un atto dovuto darglielo in quanto minore sotto tutela. Una vittoria di Pirro per U.A, albanese oggi 25enne residente in provincia di Modenacon un lavoro regolare e mai una pendenza giudiziaria. «Sicuramente questa nuova sentenza non può incidere in nulla nella sua vita – spiega l’avvocato Davide Ascari che l’ha sempre seguito – U.A. è riuscito a restare in Italia anche se in condizioni irregolari ma dopo un anno ha ottenere lo stesso i documenti perché lavora, conduce una vita senza macchie».

U.A. era arrivato in Italia tutto solo con un barcone di profughi albanesi. Era un minorenne e cercava un lavoro e una possibilità di benessere. Racconta l’avvocato Ascari: «In realtà nella nostra provincia ha un fratello poco più grande di lui. Ovviamente è venuto qui e si è appoggiato a lui. Ma il fratello non poteva farsene carico legalmente e aveva i suoi problemi di inserimento. Perciò U.A. viveva completamente solo. L’Ausl di Modena è stata nominata suo tutore legale dal giudice in attesa della maggiore età. Ed è stato allora, pochi giorni prima dei 18 anni, che U.A. ha chiesto il permesso alla Questura di Modena. Che però gliel’ha negato».

Il Consiglio di Stato spiega che la bocciatura avvenuta nel giugno 2008 nasceva dallo status particolare del ragazzo. La domanda era stata presentata il 1 ottobre 2007 e il 4 ottobre avrebbe compiuto i 18 anni. Secondo la Questura il diniego era motivato dal fatto che la richiesta a così pochi giorni dai 18 anni mostrava «in modo non equivoco» che il suo ingresso da clandestino in Italia era stato fatto solo per sfruttare strumentalmente la normativa in favore degli stranieri minori. In altre parole, U.A. voleva eludere i vincoli della normativa sull’immigrazione. I giudici amministrativi ricordano che per uno straniero minorenne in affidamento (all’Ausl) il permesso era comunque un tato dovuto, almeno finché è sotto la tutela di un’autorità giudiziaria italiana. Questo caso particolare andava quindi assimilato al caso di un minore in affido. Per questi motivi il Consiglio di Stato dopo tanti anni dà ragione all’ex minorenne albanese.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google