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San Prospero: ballerina morì al night, 2 accusati

di Carlo Gregori
San Prospero: ballerina morì al night, 2 accusati

 Marina fu trovata senza vita nel bagno del club Jujano di San Prospero. I gestori a processo per l’omicidio colposo della 35enne. Causa civile contro 9 “parti”

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SAN PROSPERO. Ieri mattina è entrato nel vivo il processo sulla morte di Marina Efremova, ballerina ucraina morta a 35 anni, madre di due gemelle oggi di 10 anni. Marina fu trovata senza vita nel bagno del club Jujano di San Prospero. Il medico legale stabilì che è stata avvelenata mortalmente da monossodo di carbonio. Monossido uscito dalla caldaia dell’antibagno, uno sgabuzzino cieco, senza neppure una feritoia. Uno dei carabinieri ha raccontato al giudice Scarpa che la ragazza era chiusa in bagno e alle 2.22 di quella terribile notte del 16 dicembre 2011 le colleghe la chiamarono a lungo finché sfondarono la porta e la trovarono morta. Il corpo fu portato sul divanetto più vicino. Ieri davanti all’aula c’era Zinaida, madre di Marina, parte civile seguita dall’avvocato Maria Delmiglio, mentre il marito e i figli sono seguiti dall’avvocato Luigi Santomassimo.

In questo processo per omicidio colposo sono imputati solo i due responsabili del circolo (senza affiliazione) che di fatto era un night club, difesi entrambi dall’avvocato Luca Brezigar. Spiega la parte civile: «Incredibilmente ci sono solo i gestori che in realtà sono subaffittuari. Non c’è la società affittuaria. Non c’è l’Ausl che non controllò la caldaia, non c’è il Comune di San Prospero che non è neppure in possesso del certificato di conformità dell’impianto e non ci sono i proprietari che hanno montato la caldaia nel 1996. La caldaia venne riattivata da un tecnico per permettere poi l’allacciamento del gas, ma anche loro non risponderanno. Abbiamo dovuto fare una causa civile a 9 figure coinvolte per poter ottenere un riconoscimento del danno subito», spiega Santomassimo. La perizia disposta dal pm Marco Niccolini, svolta da un tecnico dei vigili del fuoco, spiegava che il decesso della povera ballerina è stato dovuto a una serie di concause: il forte vento che tirava ostruendo il comignolo, il comignolo in parte già chiuso da un nido e anche la ventola interna alla stanza cieca che quella sera tirava dentro altro monossido.

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