La Casa di Fausta a regime in estate
La struttura per il sostegno all’oncoematologia pediatrica ormai completata. Giovedì la corsa con l’Aseop
«Prima dell’estate ci sarà il pieno utilizzo della Casa». La maiuscola è d’obbligo perché la Casa di Fausta è la struttura sorta davanti al Policlinico per accogliere piccoli pazienti e le loro famiglie. Il nome deriva dalla dottoressa Massolo, pioniera nell’Oncoematologia pediatrica. La prima pietra è stata posata il 28 maggio 2015, l’inaugurazione è arrivata il 22 marzo. «Si stanno ultimando i lavori nella parte esterna - ha esordito Erio Bagni, presidente dell’Aseop - a giugno sarà completato il parco. Vogliamo che ci sia tutto terminato, senza pozzetti o ciottoli non sistemati. Per ora ci sono già quattro mini alloggi a fianco della struttura». Dodici gli alloggi nella nuova Casa per i nuclei familiari. «Tenerli insieme - ha ripreso Bagni - significa migliorare la qualità della vita. Ci saranno attività ludiche e didattiche con le scuole». Ieri hanno iniziato il loro stage di due settimane alcune studentesse dell’istituto Selmi. «Ci hanno offerto di fare l’alternanza scuola-lavoro - ha spiegato Silvia Bellizzi - abbiamo trovati i disegni in ufficio e li abbiamo incollati per fare strisce poi messe nei gazebo». «Abbiamo fatto bomboniere per beneficienza - ha aggiunto Nicole Berselli - che poi andranno vendute». L’associazione ha raccolto circa 2,1 milioni di euro per il progetto. «Il coinvolgimento delle scuole è stato meraviglioso - ha ricordato Bagni - perché tanti bambini hanno rinunciato alla merenda per dare un contributo. Ci hanno aiutato un migliaio di bambini della provincia di Modena. Sono arrivati anche elaborati che i ragazzi del Selmi ci aiuteranno a mettere insieme». «Prima i pazienti erano ricoverati anche dieci mesi - ha sottolineato la dottoressa Monica Cellini, referente per l'Oncoematologia pediatrica al Policlinico - perché non sapevano dove andare. C’è molta attenzione alla fascia tra i quattordici e i diciotto anni perché questi pazienti raddoppiano la possibilità di sopravvivenza rispetto al protocollo degli adulti». Cellini ha anticipato un’analisi qualitativa sull’impatto della Casa. «L’obiettivo non è il risparmio economico - ha precisato Francesca Torcasio, in rappresentanza della Direzione generale - ma migliorare la qualità di vita dei piccoli. Ci sono ricadute perché le dimissioni sono più veloci. Abbiamo in corso di definizione una convenzione con il Policlinico di Pavia per implementare la collaborazione per la ricerca e le terapie. Lavoriamo per potenziare i rapporti tra Oncoematologia ed Ematologia dell’adulto, confermando la collaborazione con il professor Massimo Dominici per il trattamento dei tumori solidi». Giovedì ci sarà la terza edizione di Una corsa…verso casa. «Abbiamo ancora un paio di progetti in divenire - ha ricordato Bagni - il nostro compito terminerà quando tutti bambini avranno la possibilità di guarire».
Gabriele Farina
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