Nuove aule, dietrofront: «Bisogna aspettare 2 anni»
Terminata l’emergenza sismica la Regione ha tempi di finanziamento più lunghi La Provincia in allarme deve cercare in fretta spazi da affittare per 400 ragazzi
Avrebbe dovuto essere pronto se non proprio per il prossimo settembre, almeno durante lo svolgimento delle lezioni dell’anno scolastico 2016/2017. Tuttavia, visto che Carpi non rientra più nel territorio in cui vige uno stato di emergenza legato al terremoto, il progetto slitterà di almeno un anno e mezzo, forse anche due anni. L’edificio che avrebbe dovuto essere costruito dietro il liceo Fanti e che avrebbe dovuto ospitare 16 classi, provenienti per metà dallo stesso liceo e per l’altra metà dall’istituto tecnico Da Vinci, subirà un ritardo di due anni. Il problema risulta rilevante perché ormai le due scuole sono “al compelto” e a causa dell’incremento demografico bisogna per forza trovare nuovi spazi agli iscritti che arriveranno con l’inizio del nuovo anno scolastico.
La Provincia a questo punto sta correndo ai ripari cercando locali in affitto per consentire di superare quest’impasse che coinvolge 400 famiglie di studenti interessati dal problema. Lo conferma il preside dell’istituto tecnico Leonardo da Vinci, Paolo Pergreffi.
«La Provincia contava di poter usufruire delle convenzioni, nel costruire quest’edificio, previste nel dopo terremoto – spiega il dirigente scolastico Pergreffi – quando, infatti, nelle zone terremotate sono stati costruite nuove strutture per ospitare i ragazzi si è potuto procedere a tempi di record, in pochi mesi, accelerando i procedimenti burocratici previsti. Questo è stato possibile non solo per gli Est, ovvero gli Edifici scolastici temporanei, ma anche per vere e proprie strutture edilizie. Dato che Carpi era inserita nel “cratere” sismico - continua il preside - si pensava di potere usare queste procedure. Quando, però, la Provincia è andata in Regione dall’assessore Bianchi a chiedere di potere andare avanti, di procedere con la costruzione della struttura, è emerso che il finanziamento per realizzarla esiste, ma che non si possono usare questi soldi perché Carpi non è più in uno stato di emergenza e, quindi, bisogna rispettare tutte le procedure burocratiche, prive delle agevolazioni concesse alle zone terremotate. Questo significa attendere almeno un altro anno e mezzo o due prima di avere l’edificio pronto. Ci troviamo davanti alla situazione paradossale – continua il preside del Da Vinci – di avere i soldi pronti per essere spesi ma il freno della burocrazia con cui fare i conti. E la situazione è allarmante: al “da Vinci” usiamo tutte le aule e i laboratori e non ci sono spazi adeguati per lo svolgimento di altre attività. La Provincia - conclude - sta cercando di affittare per l’inizio del prossimo anno scolastico altri spazi sempre in città, il tempo stringe…».
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