Sequestra e picchia una prostituta
Arrestato sessantenne solierese con moglie e figli. «Non avevo soldi per pagare»
Antonio, sessant’anni suonati da un po’, a Soliera ha moglie e figli. E a casa a Soliera il giudice lo ha spedito ieri, dopo avere convaldidato l’arresto eseguito sabato dai carabinieri di Soliera. Antonio, originario della Campania, venerdì notte ha pensato bene di assoldare una giovane prostituta romena, a Modena. Probabilmente si conoscevano già, se la donna lo ha seguito in un albergo e ha chiesto di essere “indennizzata” solo al termine del “rilascio” della prestazione.
La risposta, secondo il racconto che ieri è emerso a margine dell’udienza preliminare nell’aula del Gip di Modena, è stata sconvolgente. Prima Antonio ha proposto un giro panoramico verso la Bassa, poi, una volta raggiunta Sozzigalli, ha fatto scendere la donna dall’auto, in prossimità di un casolare di via Imperiale. E lì - a sentire il racconto della donna - si è scatenata una violenza inaudita.
La giovane è stata tra l’altro picchiata in testa con due pietre, macchiate di sangue. Circostanza che non è stata finora valorizzata in ambito giudiziario per le conseguenze che poteva avere: l’accusa infatti parla di lesioni, di violenza privata e di rapina.
Rapina, perchè l’uomo ha pensato bene di andarsene dal casolare con la borsetta e gli effetti personali della donna. La quale poco dopo è riuscita a dare l’allarme ai carabinieri. Sul posto l’ambulanza ha trovato una ragazza sotto choc e sanguinante. E stata ricoverata per un paio di giorni al policlinico. Nessuna delle ferite ha avuto esito grave, ma a prendere a pietrate in testa la gente più anche accadere il peggio.
Durante le fasi del ricovero, la giovane prostituta ha descritto l’uomo e l’albergo dove erano stati.
E dove il sopralluogo dei carabinieri ha consentito di individuare un nome plausibile.
Tanto che poco più tardi, sabato all’alba, i carabinieri erano già a casa di Antonio. Dove la perquisizione ha dato gli esiti previsti, con il rinvenimento della refurtiva e il conseguente arresto. Anche perchè le improbabili giustificazioni che Antonio ha fornito hanno per converso legittimato il racconto della donna, la convalida dell’arresto e la misura cautelare, in attesa del processo.
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