Una stele per ricordare le vittime del sisma
Venerdì inaugurazione a San Giacomo Roncole. Il vescovo: «Celebrerà memoria e solidarietà»
MIRANDOLA. Una stele per ricordare. Venerdì alle 10.30 verrà infatti inaugurato il Memoriale voluto dal vescovo Francesco Cavina in occasione del quarto anniversario del terremoto e in concomitanza con l’Anno Santo della Misericordia.
La stele, un tributo alla memoria delle vittime del sisma, è collocata in un’area verde appartenente alla parrocchia di San Giacomo Roncole, il paese che fu di don Zeno, ben visibile lungo la strada statale 12. Tre gli obiettivi che il vescovo intende raggiungere con questo Memoriale.
«Il primo è di far sì che non solo ora, ma in particolare quando le macerie saranno sparite del tutto, segno che la ricostruzione materiale si è compiuta, non venga meno la memoria di quanti hanno perso la vita a causa del terremoto – ha spiegato Cavina durante la presentazione - Sono per noi fratelli, che meritano di essere ricordati, a fondamento della rinascita delle nostre comunità ci siano il loro coraggio e la loro dignità di persone che hanno affrontato il pericolo per controllare lo stato degli edifici, dei luoghi di lavoro. Infine, la stele vuole ricordare la solidarietà fiorita tra le macerie del sisma».
Il progetto è stato coordinato dal fiduciario economico diocesano Paolo Ranieri e donato al vescovo dall’architetto Federica Gozzi.
«Il Memoriale è costituito da un percorso che, dal sagrato della chiesa, conduce al centro del parco, dove sono posti due elementi – ha spiegato Gozzi - All’inizio è collocato un oggetto recuperato tra le macerie di un bene immobile della Diocesi, su cui è posta la targa che riporta la dedica del vescovo. In fondo al percorso, invece, il visitatore incontra la stele, una struttura astratta di 28 piatti in acciaio, di colore brunito, che si protendono al cielo e sono spezzati ad altezze differenti, ad indicare le età, le provenienze e le fedi diverse delle 28 vittime del sisma. Essi formano, così, una composizione scenica semplice e danno forma ad un movimento che richiama le due onde sismiche del 20 e 29 maggio 2012. Il luogo scelto per il Memoriale è in posizione baricentrica rispetto al territorio diocesano e all’intero “cratere” del terremoto».
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