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Affitto concordato, ecco le nuove tariffe

Raggiunto l’accordo tra Comuni dell’Unione e sindacati. Per 70 metri quadrati una spesa di 350 euro

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A distanza di 12 anni la situazione del mercato degli affitti a Carpi si è rovesciata: nel 2004 (data dell’ultimo accordo siglato), tante domande e pochi immobili disponibili, nel 2016 l’offerta supera abbondantemente la richiesta. Una situazione che ha reso necessario una rimodulazione del piano territoriale sugli affitti concordati. Si tratta di patti sottoscritti tra Unione Terre d’Argine, le rappresentanze sindacali di inquilini (Sunia, Sicet e Uniat), e i piccoli proprietari (Asppi). Sono accordi importanti per la cittadinanza, soprattutto se si tiene conto del fatto che sulle circa 35mila famiglie dell’Unione, circa il 25% vive in una casa in affitto.

Il nuovo canone concordato è stato semplificato, riferito a parametri oggettivi moderni (risparmio energetico, la presenza dell’orto condominiale...), e soprattutto adeguato al mercato dell’affitto attuale, con canoni mensili rivisti verso il basso. Da segnalare, tra l’altro, la rimodulazione delle fasce di oscillazione del canone mensile, che unificano i minimi e riducono i massimi di una percentuale che varia fra il 2 il 16% (concretamente, per una casa di medie dimensioni, la riduzione si attesta fra un minimo di 16/20 euro e un massimo di 55/75 euro mensili). Ma passiamo a un esempio concreto, suggerito ieri mattina in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo accordo territoriale: per un appartamento nel centro abitato di Carpi con dimensioni comprese tra 51 e 70 metri quadrati: fascia minima (meno di 5 parametri oggettivi): canone concordato tra i 350 e i 390 euro al mese; fascia media (5 parametri) canone tra 390 e 440 al mese; fascia alta (oltre 5 parametri): minimo 400 euro, massimo 480 euro. Al proprietario dell’immobile cedolare secca al 10%, riduzione dell’Imu del 25% e una detrazione fiscale più elevata, sia per i proprietari che per gli inquilini. L’obiettivo, insomma, è quello di incentivare il mercato dell’affitto. Al momento il numero di contratti d’affitto concordato a Carpi sono 1950; 190 a Campogalliano; 100 a Novi e 280 a Soliera. Uno dei principali ostacoli a questo obiettivo sono gli elevati livelli di morosità e i tempi lunghi da parte dei proprietari per rientrare in possesso dell’immobile dopo lo sfratto: si parla di oltre un anno e 10mila euro tra spese legali e altro.

Rino Filippin

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