«La prescrizione non si tocca»
I penalisti: «A Modena cause lente anche per carenze di personale»
Contro la proposta di allungare i tempi della prescrizione, contro le intercettazioni tra difensori e indagati, contro i processi mediatici e contro l’utilizzo di sistemi di intercettazione come il malware Trojan, anche a Modena ieri si è tenuto il primo giorno di astensione dalle udienza degli avvocati penalisti.
Lo sciopero delle toghe proseguirà anche oggi e domani: si terranno solo le udienze più urgenti. L’assemblea degli associati delle Camere penali “Perroux” di Modena si è tenuta ieri nell’aula del gip al primo piano del Tribunale.
L’avvocato Luca Brezigar, membro modenese del consiglio nazionale, ha ricapitolato i numerosi motivi di malcontento per quanto si profila evitando di rispondere alle affermazioni del nuovo presidente dell’Anm Pier Camillo Davigo sull’eccessivo numero di avvocati.
«Non siamo certo noi avvocati il problema – ha spiegato Brezigar - i casi di prescrizione sono dovuti in realtà principalmente alla lunghezza della fase dibattimentale, come indicano le statistiche del Ministero di Grazia e Giustizia. Questo avviene perché le date vengono fissate dai giudici così come i giudici cambiano la composizione dei collegi. Non sono certo problemi dell’avvocatura ma si riflettono sui tempi lunghi del processo».
A questo proposito l’avvocato Enrico Fontana del direttivo modenese ha ricordato che il ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando aveva promesso più personale alle cancellerie per sanare una situazione ormai cronica che crea gravi problemi di efficienza a tutto l’apparato della giustizia modenese. «Purtroppo non è stato mandato nessuno – ha spiegato – per cui ci troviamo di fronte a processi che durano sei o sette anni; Non si può assolvere o condannare un imputato con questi tempi».
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